Sistemare i programmi predefiniti in Linux Mint/Ubuntu

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Dato che come (La)TeX editor uso il fantastico Kile, ma sono sotto Gnome (3 shell, grazie a Linux Mint 12 Lisa, e sono anche contento!), fare il doppio click su un file .tex produce l’apertura del file stesso tramite gedit. E cliccare tutte le volte con il destro, “Open With”, eccetera eccetera, beh, si fa, ma non è proprio il massimo.

Per fortuna ho trovato questa guida: http://ubuntuforums.org/archive/index.php/t-299086.html

Tendenzialmente, le cose da fare sono due:

touch ~/.local/share/applications/defaults.list (se non esiste)
gedit ~/.local/share/applications/defaults.list (o con qualunque altro programma di vostra scelta).

Ora, basta che all’inizio del file ci sia la stringa (precisa a questa, eh)

[Default Applications]

e sotto potete specificare i vostri programmi predefiniti, così:

application/x-tex=kde4/kile.desktop

et voilà, presto fatto.

Tra l’altro, con gnome, non c’è neanche bisogno di riavviare un fico secco. Doppio click, e via che si va.

Una questione etica, o quasi

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Ho un piccolo dubbio, di natura prettamente etica.

È tuttavia necessario un po’ di background, per il quale cercherò di essere più breve possibile: uno dei miei corsi “Laboratory Class Scientific Computing”, tenuto localmente qua a Utrecht, è un corso che praticamente insegna a programmare in C++ producendo qualcosa di concreto, in particolare generatori di numeri casuali e accrocchi su algoritmi genetici.

Per questo corso lo zoccolo duro sono due report (relazioni, se vogliamo) e numerosi assignment (compiti, se vogliamo). Ogni relazione conta 40% del voto finale, mentre il restante 20% è la media dei compiti.

Ecco, qua cominciano i miei problemi. Per un compito e per la prima relazione, sono stato incredibilmente stupido. Non voglio entrare nei dettagli perché me ne vergogno, però dico solamente che mi sono stati detratti dei punti per sciocchezze, ma che erano esclusivamente colpa mia. Ok mi sputtano. Sciocchezze del tipo sbagliarsi a scrivere (sì, anziché 32767 ho scritto di fretta 32676, anche se era chiaro che era il primo numero, mi sono stati detratti dei punti), e, magna cum vergogna, mi sono sbagliato a guardare la data di consegna per la relazione, mi sono accorto troppo tardi che era un giorno prima del previsto, così ho consegnato un giorno in ritardo e mi è stato detratto un punto pieno. Così da 7.2 sono passato a 6.2.

Ecco, come dicevo, questo 6.2 conta per il 40% del corso. Non poco, insomma. E quindi anche il mio voto finale è segnato per colpa delle cazzate sopra descritte. E mi brucia, assai.

Ok che dipende tutto dalla seconda relazione (per i compiti sono circa sul 7), però se anche la faccio molto bene (realisticamente più di 8 è difficile prendere, per com’è) il massimo che posso sperare è prendere 7. Che non è un voto di merda, però mi dispiace perché è comunque affetto dai miei errori.

Allora oggi, parlando con il professore, che in realtà è un dottorando a cui spetta della didattica per contratto, gli ho prospettato l’idea di rifare il corso il prossimo anno.

Tuttavia, ci sono alcune complicazioni, che fanno sorgere dubbi etici, da cui il titolo.

Infatti il corso l’anno prossimo sarà al 99,99% uguale a quello di quest’anno. Io avrei già fatto tutto il lavoro (di programmazione, è un corso di laboratorio) e dovrei semplicemente riscrivere bene la relazione e stare attento alla data di consegna. Così facendo, in pratica, avrei tantissimo tempo per consegnare le suddette relazioni, molto di più (un anno) dei miei compagni che consegnano tutto quest’anno. E per quanto riguarda i compiti, anche lì correggere e consegnare, ma è già tutto fatto.

In generale l’idea di rifare il corso per ottenere un voto migliore, in quanto italiano, non mi turba particolarmente. L’ “in quanto italiano” è dovuto al fatto che nelle nostre università è sempre e comunque possibile rifiutare un voto e cercare di migliorarlo. Però la differenza è che da noi di solito comunque devi rifare l’orale o uno scritto, e quindi si ha un vantaggio minore a rifare un corso in italia, rispetto al vantaggio che avrei io nel rifare questo, per il quale, ripeto, dovrei semplicemente rimandare le cose fatte quest’anno (con le opportune correzioni, che riesco a procurarmi).

Cosa pensate che io debba fare?

Fixing old libtool installation error

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Since lately I’ve been using this blog just as a pinboard for useful stuff, today I will share something with my readership (and more importantly, google’s spiders)

I tried to install the dieharder test suite in order to perform some tests on Random Number Generators for a report I am writing, and I stumbled upon this issue:

libtool: Version mismatch error. This is libtool 2.2.10, but the libtool: definition of this LT_INIT comes from an older release.
libtool: You should recreate aclocal.m4 with macros from libtool 2.2.10
libtool: and run autoconf again.

After a quick googling, I have been able to solve it running these commands:

aclocal
libtoolize --force
autoheader
autoconf
./configure
make

telefoni intelligenti

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La faccio brevissima: il mio telefono (anzi, I miei telefonI) sono ormai alla frutta, e ho bisogno di un terminale nuovo.

Le opzioni sono sempre quelle: iPhone (4S, a sto punto) e Android, ognuna con i suoi pro e contro.

Una cosa molto importante da considerare è anche la seguente: l’idea sarebbe quella di prendere due piccioni con una fava e di prendere uno smartphone che riesca a fare foto quantomeno decenti (non sto cercando un sostituto della reflex in un cellulare, altrimenti sto ben fresco!) e di rimpiazzare la compatta della mia bella (la mia povera Casio Exilim è deceduta da troppo ormai) e riuscire a fare foto (e video, perché no?) decenti. Cose normali per questi tempi insomma.

Ed ecco, è quindi ardua la scelta di uno smartphone. E poi io non sono bravo con scelte di questo tipo.

iPhone:

  • Pro:
  • integrazione con iPad (che già possiedo) e con Mac (che presto, probabilmente, possiederò). iCloud, frizzi e lazzi vari. E già questo non è poco.
  • Fotocamera decente (e pure a video ci siamo)
  • un oggetto che si deprezza un pochino meno degli android (se non altro non ne escono 200 all’anno)
  • durata batteria (leggermente) migliore
  • voglia di provare com’è (conta quel che conta)
  • Contro:
  • sono davvero io il padrone del telefono? (nel mio attuale android uso un firmware customizzato, cyanogenMod)
  • Non dei più economici (ma anche gli android non è che scherzino, nei telefoni top gamma)
  • integrazione con google non proprio ottimale (non come android, perlomeno)
Android: (per ora mi baso su Samsung Galaxy S II, in attesa dell’annuncio del Nexus Prime)
  • Pro:
  • perfetta integrazione con google
  • l’idea di usare un software più aperto e libero (anche se a dir la verità ultimamente google non si sta comportando benissimo, con il rilascio dei sorgenti)
  • personalizzazione più facile (cyanogenMod è sempre lì)
  • Contro
  • più grande dell’iPhone (non è che ho sempre delle tasche da mezzo m³)
  • bye-bye integrazione con iPad e OSX (il punto principale)
  • talvolta la fotocamera lascia un po’ a desiderare (non è il caso del Samsung Galaxy S II, a quanto capisco, ma in generale non è così scontato)
  • durata del telefono, chi l’ha vista? (l’iPhone è leggermente meglio, mica tanto)
  • in due mesi c’è già un telefono fuori migliore (ok non conta tantissimo, prendo il telefono per averlo, mica per rivenderlo o cose così)

 

Per ora l’aifon, la sta spuntando. Ma ora che esce il quattroesse qualcosa può cambiare, tipo che esce un nexus prime della madonna, o giù di lì.

Bella scelta, però. (magari se mi va aggiorno la lista dei pro e dei contro, man mano).

La scorta di buon gusto

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L’Olanda è un bel paese, non c’è che dire, ma per il cibo non ci siamo per niente.

Spero che nessuno si offenda, se dico che non hanno una minima idea di cosa significhi mangiare bene. Ed è per questo motivo che io, in questa settimana in terra italica, mi abbufferò a più non posso.

E poi si torna a broodjes (panini) e frites (patatine). E a cucinare io (tutt’un dire).