Speculazione giornalistica

Il tema di oggi è quello che probabilmente da un mesetto è in tutti i giornali. Il piccolo bimbo Tommaso Onofri.

Mi dispiace molto per come le cose siano antags: italiano date ma questo fatto mi ha portato a fare diverse riflessioni:

A chi acclama la pena di morte per quei mostri, innanzitutto, vorrei ricordare che non si nasce mostri, non sono persone che si aggirano di notte nei boschi, ma persone che fino ad un secondo prima erano come ognuno di noi, hanno la faccia di ogni vicino, la voce di ogni uomo. Ribattendo alla pena di morte rammento le sole due parole che ho sentito ieri sera da Di Pietro in tv (perché ho ricambiato subito per sentire, ahimè, la sconfitta dell’inter): “la pena di morte civile esiste già, ed è l’ergastolo”. Mi sembra che queste parole parlino chiaro, inoltre l’ergastolo è molto peggio della morte, perché è sofferenza. Però avrei altri discorsi più filosofici sulla vita e sulla morte ma li rimando al futuro.

Perché tutta l’Italia ha preso a cuore la storia di Tommaso? Pardon, perché tutta l'Italia ha preso a cuore SOLO la storia di Tommaso?

Non sono una persona alla quale piace sbattere cifre, così mi manterrò nel vago, ma mi sembra che di bambini che muoiano in Italia, e non solo, in tutto il mondo, ce ne siano tanti ogni giorno. E perché per loro non si mettono rose nei nick di MSN?

Ho portato un esempio stupido ma è l’esempio che io sto vivendo, amici che mi contattano dicendo: ”Dai Davide, metti la rosa nel tuo nick per ricordare Tommaso”. Alchè io dapprima ho anteposto un (F) prima del mio nick, poi meditando e grazie alle parole di una ragazza che non finirò mai di ammirare per tutte le volte che dice le cose giuste al momento giusto, sono giunto alla conclusione che forse non era il caso. Sarebbe da ipocriti, no?

Davide Taviani · 5 April 2006
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