The answer my friend/2

È il secondo post che scrivo con questo titolo. Ora sto anche ascoltando la canzone, e proprio da questa sono ispirato.

Ieri pomeriggio sono successe un po’ di cose, ma non nel mondo che mi circonda, ma nella mia testa, se possiamo dirlo. Il risultato è che prima di approdare ad una festa ieri sera ero completamente disinteressato alla vita.

È un po’ un concentrato di tutto ciò che capita in questo periodo di avvento, per chi crede, della ricorrenza della nascita di un bambino, per chi non crede come me, delle vacanze.

Noto che non sono l’unico che sta vivendo un periodo un po’ così, ma cosa ci vogliamo fare, sarà un qualcosa di intrinseco nella vita umana. Già la vita umana, l’unica cosa che pare certa ormai.

E così diciamo che ho la mente divisa in due, una decisamente ottimista e una decisamente pessimista.

Se assecondo la prima, ho un’immagine ricorrente in testa: vigilia di Natale, passeggi per corso Sozzi (uno dei viali del centro di Cesena, con negozi a entrambi i lati della strada), nevica un po’ ma il freddo non è così pungente quanto te l’aspetti, o forse sei tu che sei coperto meglio di quanto immagini. Sei con i tuoi amici (non voglio scendere nel merito dell’argomento ragazze) e in giro incontri un sacco di gente che conosci, tra scherzi e risate si decide di andare in un posto (magari al Nero su Bianco, non ci sono mai stato ma dicono che è molto carino, o comunque se ho capito bene adatto all’occasione). E là l’allegria continua a pervadere l’atmosfera prenatalizia. E sei così…felice.

Il mio lato negativo invece mi suggerisce ben’altra visione: passerai il Natale solo, perché hai litigato con i tuoi. Davanti a codesto pc, battendo i tasti che ora stai battendo, ascoltando la musica che ora stai ascoltando, chattando con gente e ogni benedetta discussione risulta essere sterile, che non ha arricchito nessuno dei due interlocutori. Sospiri, ma sai che tanto il 90% delle chat è così, giusto per dire (Non sono totalmente d’accordo ma se ne riparlerà, forse nel post successivo, si vedrà). Stessa scena di capodanno, ti ritroverai a guardare quegli squallidi programmi in TV, magari con i tuoi perché tanto nessuno fa mai niente. Sentirai i brindisi nelle altre case, sentirai la musica, sentirai le rida. Ti deprimerai e andrai a letto. Ti risvegli e penserai: «Un altro anno comincia, sarà peggio di questo? Difficile».

Queste sono due visioni opposte, ma in fondo non così diverse in sostanza. Perché ognuna si ritrova nell’altra: nella felicità sai di essere solo, nella tristezza sai che in fondo in fondo non sei solo.

Sì sembra strana questa riflessione però non sono convinto che sia totalmente sbagliata.

Ultimamente sono di pensieri un po’ più ottimisti di tempo fa (finalmente ho un gruppo “normale” che poi normale non è di amici ;-) ) e mi sento in dovere di cercare di coinvolgere altri nel mio ottimismo. Anche se so che in fondo in fondo non ci riesco, perché la stabilità umana è solo una pura e semplice utopia. Anche ora che mi accorgo di aver scritto parecchie parole e molte più sciocchezze mi sono reso conto che i propositi sono cambati rispetto alle prime lettere di questo stesso post, così si nota la mutevolezza del pensiero umano.

E così dimenticandomi bene la ragione, continuo lentamente a scrivere in modo che il mio pensiero fluisca via su queste parole. La musica è cambiata, Lenny Kravitz - We are we runnin'.

Dove corriamo? Bella domanda, il signor Leonard Kravitz asserisce che: ”We need some time to clear our heads”, e così aspettiamo, aspettiamo l’ispirazione, va’.

La musica cambia ancora, qua ho il computer che sembra un juke-box, questa è l’ultima per davvero. ”Jovanotti - Mi fido di te”.

Fantastica canzone, anche se secondo me non è un te generico, è un te che è un po’ un io, pertanto consiglio a ognuno di fare sua quest’affermazione e di cominciare a fidarsi un po’ di noi.

Davide Taviani · 17 December 2006
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