Already seen

Questa situazione mi si è ripresentata diverse volte, seppur, come mi sembra ovvio, non tutti i dettagli sono i medesimi.

L'ora è quella: tarda

La musica è quella: Sigur Rós (in questo momento Syndir Guðs (opinberun frelsarans))

Lo stato mentale è quello: semi trans - incosciente

Cosa è cambiato? Il fatto che, diversamente dall'anno scorso, non sto in casa tutto il giorno a fare 14 ore filate di computer (benché matematicamente potrei farne molte di più, anche 18). Questa è stata una conquista della quale sono molto soddisfatto, anche se sinceramente credo che questa situazione non duri troppo a lungo. Presto insorgeranno impegni per i quali potrei perdere questo effimero contatto.

Suona un po' troppo fatalista questo discorso? Forse, ma forse no.

Chi mi conosce ha imparato che io sono anche questo, sono soprattutto l'allegria scema, sono la comprensione in ogni caso, sono la pedanteria fatta persona, ma sono anche un po' sfasciapalle, detto alla francese, per certe cose.

E non posso fare a meno di essere così. Sto scrivendo questo post con gli occhi chiusi,e questo lo devo a tutte quelle ore passate davanti al pc. Beh almeno a qualcosa sono servite: ora posso ascoltare questa dolce musica con gli occhi chiusi mentre sogno e nel frattempo scrivo pure. Cosa potrei volere di più? Beh ora non è il caso di esagerare, ci sono molte cose ma dirò semplicemente cosa mi aspetto dalla vita, cosa credo sarebbe opportuno in un momento come questo. Scusate se sembro uno sfasciapalle come al solito, ma sono fatto così. Scrivo perché un blog è anche un diario, e di questo che sto per scrivere ora non me ne vergogno neanche un po', non ritengo infatti che sia il caso di vergognarsi per come si è; ci si vergogna per qualcosa fatto bene o fatto male, ma non se le cose stanno così.

Beh, dopo l'ennesima introduzione cianciosa (quanto sono bravo nel perdermi in questo turbine di parole inventandomi neologismi e delirando alla massima potenza? :lol: ), voglio solo dire che mi aspetto dalla vita un po' di serenità.

In queste vacanze, in queste occasioni spero di poter essere tranquillo. E per tranquillo non intendo ovviamente stare sdraiato a sorseggiare una buona bibita mentre ascolto una lieve sinfonia di Telemann o forse chissà cos'altro. No, io intendo un po' di spensieratezza, il poter fare le cose senza pensarci troppo, senza temere dei loro risvolti, sia positivi che negativi. È un po' la vita che facevo qualche anno fa, quando ero sicuramente più piccolo , forse più sano di mente, ma certamente non meno vero di quanto non lo sia ora.

La musica dei Sigur stasera sembra più thrash del solito, chissà perché. Forse perché la mia testa è ultimamente presa da così tanti pensieri, da così tanti dubbi, da così tanti problemi fittizi che l'omino del cervello (in questo teatro cartesiano che ho in testa) non sa fare altro che sbattere la sua piccola testolina in qua e in là nella mia testa, e tutto è un baccano.

Realizzo ora che scrivere senza guardare la tastiera, a occhi chiusi o meno, è un po' come comporre una lieve melodia sulla tastiera. Non si tratta di do-mi-sol, ma di frasi, e come le note possono stare in accordo fra di loro, le frasi possono essere deliranti e buttate lì a caso, oppure possono essere in armonia e creare un ottimo testo. Io non sono stato mai un grande musicista e sinceramente credo di non essere un compositore per la tastiera qwerty.

Il prossimo pensiero a questo flusso va ai miei amici, a quelli veri, non a quelle persone che ti parlano quando fai loro comodo, quando c'è bisogno dei compiti perché sennò sono nella cacca, per usare l'ennesimo francesismo non troppo sporcaccione; fortunatamente ci sono persone, molto poche a dire la verità, che sanno esserti amiche anche quando non hai niente da dare...ma non mi voglio soffermare troppo su questo argomento perché altre volte ho già parlato a sufficienza.

Amour? Oh l'amour. (Ma quanto mi sento françois stasera!) Dovrei dire lasciamo perdere, ma non ho intenzione di farlo. Devo trovare la ragazza giusta, non per un qualcosa di serissimo, ma per un qualcosa di semiserio. Vorrei una persona alla quale poter dire tutto quello che mi passa per la testa (e le poche persone che hanno un'idea della miriade di pensieri che circolano nel mio cranio in buona parte vacuo, sanno che attacco una gran pezza, per così dire), una persona alla quale posso dare più di quanto ricevo, ma non sentirmi in difetto per questo. Una persona che sappia completarmi e a cui piaccia così come sono. Forse questo è l'ostacolo più duro, ma non sta a me giudicarlo. Se provassi sicuramente sarei o troppo buono o troppo autolesionista-pessimista-emo-blablabla

Ora, arrivati a questo punto potrei anche smettere di scrivere cose senzate (se mai ho cominciato) e scrivere cose tipo " coccobbelloooo!!! cocco per lui, cocco per lei, cocco pure per i gay!" perché tanto so che non siete arrivati fin quaggiù, vi siete stufati prima. Lo ritengo comprensibile. Anzi credo che abbiate fatto bene, ma per un mio puro vezzo, non lascerò questo post a metà. Anche se non dovrei dire così perché questa è de facto la conclusione. Non dovevo neppure dire così? Ritenete forse che una conclusione che non è una conclusione non può essere la parte terminale di un qualcosa che è iniziato male? Forse una cattiva conclusione è la conclusione giusta per un brutto post. Allora per questo post ci vorrebbe forse una conclusione delirante, ed è appunto quello che vi ho servito.

I tovagliolini sono sulla destra. No un po' più in su. Ecco bravi, proprio lì.

Davide Taviani · 16 June 2007
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