Ecco com’è andata per noi “crumiri” che non abbiamo partecipato ad alcun tipo di manifestazione:

Alle ore 8:05 eravamo puntualmente in classe, noi, prodi 4 giovani della 5B del Liceo Scientifico “A. Righi” di Cesena. Ok non proprio alle 8:05 perché c’è sempre N che arriva tardi, e anche quel giorno non si è smentito..

Comunque ciò non intacca minimamente il discorso che volevo fare.

Il primo professore che avremmo dovuto avere, e che abbiamo poi avuto, era quello di italiano, che per l’occasione (un normalissimo venerdì, ci tengo a ricordarlo) aveva chiesto di fare due ore anzichè una in modo da studiare meglio l’amico (o nemico?) Ugo Foscolo, e il suo “Dei sepolcri“.

Il prof è rimasto impassibile di fronte ai ventitré, e quando dico ventitré intendo proprio quarantaseidivisodue (così evitiamo equivoci), banchi vuoti. E anzi, quando ha detto “andiamo avanti“, c’era una nota di soddisfazione con una piccola punta di sadismo (il che è stato confermato a coloro che erano assenti nella giornata di ieri con l’affermazione che “le cose poi vi si ritorcono contro“).

E così è stato. Siamo andati avanti e dal verso 150 siamo arrivati al 295.

Alcuni compagni hanno provato a dire un cazzivostri, un “vi siete proprio divertiti eh?” . Io rispondo a loro che in quella mattina ho imparato di più che il giorno precedente e quello seguente messi insieme. Ma non scolasticamente.

Quello che intendo è che essendo così pochi, ci si lascia facilmente prendere la mano in certi discorsi, e così il professore di italiano ci ha raccontato la sua esperienza nella Bologna di un tempo, quando per essere obiettore di coscienza dovevi recarti a Roma e fare un colloquio con vari rappresentanti dell’esercito, vari psicologi, et cetera, et cetera.. Mica come adesso. Ci ha raccontato della sua esperienza con i “malati mentali”, perché alloggiava in palazzo che si affacciava sulla corte di un “ospedale psichiatrico”, e qualche buffo aneddoto.

Ma l’ora di filosofia è stato uno spettacolo. Perché con una professoressa come la nostra si riesce a filosofare così bene che pensi che il resto non esista. Magari.

E così si è finiti a parlare di pedagogia e di come dovrebbe essere l’istruzione. E allora con T ci siamo messi d’accordo di mettere per iscritto, un pomeriggio, il nostro modello di istruzione. Pura utopia. Però come tutte le cose utopistiche, sembra così bello.

E così è andato il primo giorno da “crumiri”. Spero ce ne siano altri.

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2 Responses to “L’epilogo dello “sciopero””
  1. pina90 says:

    beh è andata anche bene…a me hanno detto che sono una “crumigna”(si proprio cosi…) e devo ancora capire cosa significa…(deve essere un miscuglio tra crumira e gramigna)..chissa che cosa volevano dirmi…

  2. bergs says:

    Bè vi è andata anche bene! Io mi son trovato da solo in classe :)

  3.  
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