Piove
Fuori piove.
Stanotte, verso mezzanotte, io ero nel mio caldo letto che stavo per addormentarmi, e pensavo alla verifica di inglese di oggi, su Wordsworth, quando tutto ad un tratto ho sentito un immane frastuono.
Vento. Tempesta.
Ticchettio sulla tapparella abbassata. Ticchettio assordante.
Vado in bagno e, ovviamente senza lenti a contatto, quindi non vedendo nulla tranne ombre sfuocate, mi accorgo che la tapparella è alzata e scorgo dalla tenda che il vetro è sotto un continuo bombardamento di grandine.
Il macello.
Corro in cucina e noto che non c’è bisogno di chiudere anche quella finestra perché il vento soffia dall’altra parte e sicuramente la grandine non riuscirà ad entrare da quel pertugio.
Freddo. Dannato freddo.
Torno a letto, mentre il vento continua impetuoso, sento il cigolare dei pini. Come se la casa stesse per essere portata via dalla furia distruttrice di Eolo.
E poi, diversi minuti dopo. Il silenzio.
Stamattina, pozze ovunque. E il giorno comincia con una nota di ottimismo.