Wi-Fi: problemi alla salute?
Posted by Helios in tech, tags: computer, paure, televisioneSono un tipo impressionabile, lo so. Ho guardato giusto ieri sera Report su Rai3, in particolare l’inchiesta vecchia di un anno della BBC sui possibili effetti negativi del Wi-Fi per la salute.
Urge fare una premessa, ovvero come Inghilterra la situazione sia peggiore rispetto all’Italia, perché (strano a dirsi!) la nostra legislazione è la più restrittiva a livello europeo (se il ministro per l’Innovazione Brunetta, col suo slogan “Banda Larga Per Tutti” non sconvolge la situazione), mentre nel regno della Queen Elisabeth II i limiti di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, prodotte da apparecchi come telefoni e hotspot Wi-Fi, è decisamente più alto.
Inoltre, come ho avuto modo di riscontrare facendo ricerche su San Google (che always Is Your Friend) i router casalinghi hanno un picco di emissione di 100 mW, ovvero 10 volte inferiore rispetto al Watt dei telefoni cellulari. Ed è anche diversa la distanza da tale esposizione, visto che i cellulari sono molto spesso vicino al nostro cervello (tocca dire tuttavia che questo vale solo per chi ce l’ha) mentre il router è mediamente a qualche metro di distanza. Mediamente, per l’appunto, perché questo non è il mio caso, in quanto il router si trova tuttora a 40 cm in linea d’aria. Infine è diverso il tempo di esposizione ai due diversi apparecchi, mentre per il cellulare le chiamate durano mediamente pochi minuti (anche in questo caso non faccio molto parte della media, visto che telefono pochissimo), spesso gli hotspot e router Wi-Fi rimangono accesi 24 ore su 24 (e pure in questo caso non faccio parte della massa, in quanto il router l’ho sempre spento prima di andare a dormire o prima di allontanarmi da casa per diverse ore).
Urge dire come non sia stato ancora oggettivamente mostrato come il Wi-Fi, o, più in generale, le onde elettromagnetiche simili, possano influire sulla salute, però io ho preferito fare mio il cosiddetto “principio di cautela”, almeno per un po’: ho cablato i 3 computer portatili e, se non ci sono gravi impedimenti, potrei stare così ancora per un po’. Questo cambio è comunque coerente con una mia filosofia: quando c’è la possibilità di fare qualcosa che potrebbe, anche solo in maniera remota produrre un miglioramento (o in questo caso evitare un peggioramento della mia salute), se non ci sono controindicazioni esplicite (come in questo caso sarebbe stato mettere tutto su cavo se i computer non si trovassero nella stessa stanza), vale sempre la pena farlo. Lo so, scopro sempre l’acqua calda.
In prima persona non credo che ci saranno grandi differenze ora che ho temporaneamente disabilitato il Wi-Fi, come non credo che mi sarebbero spuntate delle antennine verdi se l’avessi tenuto acceso. Non so, magari mi sento un po’ meno in colpa a stare ore e ore (spesso andando in doppia cifra) attaccato al computer e, indirettamente, a contatto con il mio bellissimo “OfficeConnect ADSL Wireless 54Mbps 11g Firewall Router“, nome in codice “3CRWDR101A-75″.
Ma le antennine verdi non mi sarebbero dispiaciute, a dir la verità..
Ah, ho scoperto che la cryptononna ha avuto le stesse paure che sono passate per un istante anche nel mio bacato cervello, ne ho le prove.
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visto che i cellulari sono molto spesso vicino al nostro cervello (tocca dire tuttavia che questo vale solo per chi ce l’ha)
il cellulare o il cervello? in genere una cosa esclude l’altra (soprattutto alle elementari dove vale la regola “prendi uno, perdi due”).
Copio quello che ho commentato in un altro blog:
Beh, non ho seguito, ma visti i limiti di emissione di Wi-fi ed Hiperlan questi sono l’ultimo dei problemi, ammesso e non concesso che ci siano. Pensiamo alle stazioni radio broadcast… o già al cellulare che viene usato vicinissimo al corpo con potenze non irrisorie.
Da quanto ho letto mi pare di capire che è stata davvero fatta disinformazione.
Quando si tratta di scienza/tecnologia (e magari si tocca la salute pubblica) anche Report non è assolutamente in grado di fare un’inchiesta seria, e cede al sensazionalismo, a dar voce a chi urla di più, o quasi al complottismo.
Gli studi sulle radiazioni non ionizzanti è difficile farli, anche perché viste le diverse sorgenti di emissione l’approccio epidemiologico risulta davvero difficile. Se poi non ci sono giustificazioni “biologiche” ai presunti danni, diventa ancora più difficile pensare che i dati raccolti abbiano significato e che non siano solo rumore.
Qui:
http://www.infoe4a.it/forum/report-di-domenica-wi-fi-segnale-d-allarme-t2422.html
se ne è parlato abbastanza, e c’è anche una testimonianza sui metodi usati talvolta da Report.
Mi fa piacere di non essere l’unica persona ad aver ritenuto quel servizio un po’ troppo allarmista…
Io quel servizio non l’ho visto (del resto ero impegnato a Bassano del Grappa in tutt’altro genere di attività), ma purtroppo l’ha visto mia madre (che Report di solito non lo guarda mai), e oggi al solito repertorio di motivi per cui non dovrei stare tanto tempo davanti al pc ha aggiunto pure questo…