Giovanni Fattori
Ennesimo riassunto, dopo la pausa di 6 giorni:
Giovanni Fattori è stato senza dubbio il maggior pittore italiano dell'800: nasce a Livorno nel 1825, e il suo esordio pittorico è nel solco della tradizione romantico-celebrativa cara agli accademici. Frequenta il caffè Michelangelo dove entra in contatto con i giovani artisti conosciuti come macchiaioli; la sua adesione alla macchia è spontanea. Infatti in lui era presente già da tempo la volontà di indagare la realtà secondo il «puro verismo», e la macchia si traduce come lo strumento per mezzo del quale è possibile conseguire quei risultati di verismo pittorico che sono alla base di ogni tipo di manifestazione artistica. Partendo da questi presupposti, non stupisce che i temi preferiti del Fattori macchiaiolo sono quelli che rappresentano la vita militare e il lavoro dell'uomo: infatti i suoi soldati, che non hanno nulla degli eroi di David, rappresentano i contadini e operai strappati alla loro vita, costretti a morire senza sapere il perché.
L'attenzione che l'artista pone all'osservazione allo studio della figura umana viene riservata anche alla natura e agli animali, soprattutto ai buoi e ai cavalli, di cui era ricchissima la Toscana in cui viveva il pittore. I suoi soggetti sono realistici, anche perché la ricerca verista è condotta in modo asciutto ed equilibrato con un meticoloso studio, del quale ci restano centinaia di schizzi, che non concedeva nulla al sentimentalismo romantico allora tanto di moda. Uno dei dipinti più famosi di Fattori è "Campo italiano alla battaglia di Magenta", nel quale egli rappresenta non un momento di battaglia, ma il ritorno dei feriti. L'opera non può ancora definirsi macchiaiola in quanto disegno e chiaroscuro continuano a essere usati secondo le regole accademiche, però il soggetto già anticipa i temi della grande pittura fattoriana. Nel dipinto "Soldati francesi", Fattori abbandona il tradizionale chiaroscuro preferendo accostare pure e semplici macchie di colore di tonalità diversa. Il dipinto è insolitamente sviluppato in larghezza, una prassi assai diffusa fra i macchiaioli, ed è organizzato per semplici fasce di colore sovrapposte. I personaggi sono individuati in modo estremamente sintetico, con veloci pennellate di colori quasi puri, che la predominante neutra degli sfondi contribuisce a mettere volumetricamente in risalto. Gli stessi concetti sono ripresi e sviluppati ulteriormente nella celeberrima "Rotonda di Palmieri".