È da un po’ di tempo che volevo scrivere della mia attività di “evangelista” del software libero e in particolare di Linux. Oggi ho trovato questo articolo e mi sento in dovere di esprimere le mie opinioni, che in larga parte coincidono con quanto riportato là.
Da quando ho iniziato a usare Linux (sì ok, GNU/Linux, ma ormai Linux è diventato un termine di uso comune, e, in generale, è più breve), ho parlato spesso dei vantaggi, del fatto che crasha meno, del software libero, [...], ma mai sono riuscito a convincere qualcuno. Cioè, una volta sì, però poi visto che colei ha trovato immani difficoltà tecniche (del tipo che l’hardware faceva delle gran storie) ha deciso di rinunciare e tenersi Winzozz. Peccato, ma questa è un’altra storia.
L’obiezione che mi sono sempre sentito dire è stata “Ma è difficile” o qualcosa del genere, e allora, spiegando che non era vero, che yatta yatta bla bla.. mi sono accorto che all’utente non gliene frega una mazza del fatto che sia più semplice. In linea di massima, l’utente medio è pigro, ovvero se ha imparato a fare una cosa in un modo, difficilmente cambierà, a scanso di cause di forza maggiore.
In secondo luogo, è opportuno notare come l’utilizzo dei computer stia diventando sempre più web-based. Ogni singola cosa, dalle informazioni testuali, ai video, alla musica, alle foto, è su internet.
La gente, presto o tardi, non avrà bisogno che di un solo programma: un browser. Da quello potrà accedere alla sua suite office (ad esempio google docs), alla sua agenda (google calendar) alla sua posta (google mail), notare che il fatto che i “programmi via web” più usati siano Google, non è affatto una coincidenza, in quanto l’azienda sta puntando a questo tipo di funzionalità, per poter portare via dollarucci all’azienda presieduta da Steve “LeUovaMiAdorano” Ballmer. Il discorso è che non ci sarà un anno in cui Linux avrà un grosso boom sul mercato desktop, perlomeno finché esisterà il monopolio culturale Microsoft (notare come quell’articolo sottolinei il fatto che “microsoft office” sia diventato un termine di uso comune per riferirsi ai programmi da ufficio, come “googlare”).
La vittoria del pinguino sarà subdola.
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io l’ho sempre chiamata “suite office” (derivato dall’inglese “office suite“). se mai è incredibile come l’etimologia di “navigare” si sia persa negli abissi… (più o meno da quando la gente ha smesso di usare Netscape).
comunque è IMHO falso che Linux non avrà mai boom. già i microcomputer (Asus EEE, OLPC e altri) sono una realtà e nei prossimi anni saranno presenti dappertutto. anche se hanno una grafica default non paragonabile a quella dei normali computer (anche se è possibile installarci il sistema che si vuole) in buona parte sono venduti con Linux (salvo ora qualche breve incursione della M$) anche se l’utente non se ne accorge sono clienti che toglie alla coppia Gates/Ballmer che sta per investire su un OS ancora più stracarico di effetti ma alla fine è sempre la stessa minestra riscaldata…
Io non vedo l’ora che arrivi Festambiente per farmi installare il Pinguino!