Archive for September, 2008

Ok, sono arrivato a casa, sano e salvo, e penso sia il caso di fare una sorta di bilancio di questa prima settimana di università. Sarò breve perché ho notato che la mia ampollosità è direttamente proporzionale alla complessità del periodare e quindi anche alla lunghezza (anche se la mia nascente anima matematica dice che queste affermazioni dovrebbero essere basate su assiomi e teoremi, piuttosto che “a sentimento”, ma tant’è)

Dunque, vediamo..

Come già avevo preannunciato nel post dove descrivevo il primo giorno, (durante il quale peraltro sono sorte più novità che nel resto della settimana) il quarto d’ora accademico è la vera incognita dell’università. Per quanto riguarda gli argomenti affrontati, almeno per questa prima settimana, mi sorge un dubbio. Sono tornato alle medie o ai primi anni delle superiori?

Scherzi a parte, dato che è normale cominciare con le basi (insiemi e cose del genere) si vede già che l’approccio è totalmente diverso. Devo dire che il mio professore di Geometria I, Philippe Ellia, rappresenta, almeno a primo acchito, tutto ciò che dovrebbe essere un professore.

  • Giusto: mi duole ammetterlo ma fa bene a fare i compitini “a sorpresa” il venerdì. Diciamo che è un metodo che sarebbe superfluo se fossimo tutti studenti modello e pertanto sempre preparati, ma di sicuro questo fatto ci incentiva a sapere bene le cose. (Sta di fatto che l’unico professore che faceva così è quello che ho stimato di più: Mr. T)
  • Chiaro: grazie a lui abbiamo capito cose che il caro professore di Algoritmi e Strutture di Dati (di cui parlerò) detta senza farci capire.
  • Simpatico: ogni tanto fa pure qualche battuta, che male non è (ok non fa ridere come quello di ASD (sì, lo so che è un emoticon, ma il prof chiama così il corso di “Algoritmi ecc ecc”)
  • Divulgativo: perché ci ha parlato dell’”ultimo teorema di Fermat”, dell’”ipotesi di Riemann” e di tante altre cose, che è ciò di cui ho una sete incredibile or ora

Invece gli altri professori sono un po’ più particolari, ma c’è tempo per parlarne ancora.

Il dipartimento era semi-deserto perché quelli di economia iniziano questo lunedì, e quindi da dopodomani cominceremo a guardarli in cagnesco, perché come mi è già stato annunciato, a Ferrara la facoltà di Economia è un po’ il rifugium peccatorium. Suppongo che anche loro guarderanno con disprezzo la nostra secchionaggione.

Vabbé, ho anche avuto modo di conoscere i miei compagni di corso. Sembrano tutti simpatici, brave persone, ovviamente ognuno con una personalità ben sfaccettata. Più ragazze che ragazzi è stato ciò che ho avuto modo di appurare da un punto di vista meramente numerico. Il resto si vedrà.

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Adesso che l’Università è iniziata, anche io ho cominciato a tirare fuori e a mostrare tutta la mia nerditudine.

A parte il frangente, ben spiegato nel post precedente, in cui sono stato lodato per essere l’unico che usa Linux (ok che non ho tirato fuori questo discorso per quello, ma mi ha fatto piacere), oggi ho subito mostrato la mia nonchalance offrendomi di andare domattina un po’ prima di lezione (cioè verso le 10-10.30 [sì lo so che faccio schifo per cominciare così tardi :lol: ] ) per aiutare i miei compagni a sistemare i loro pc così come aveva spiegato (in 3 secondi) il professore di Algoritmi e Stutture di Dati.

In aggiunta ho creato un bel Gruppo di Discussione su Google (non lo linko, è privato) così possiamo passarci la roba, chiedere spiegazioni e quant’altro.

(ma non ci starò credendo un po’ troppo?)

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Come potrete ben immaginare, il primo giorno è stato molto stancante e quindi sarò molto rapido nel descrivere com’è andata.

Ho scoperto il quarto d’ora accademico: per ogni ora ci sono 15 minuti di pausa. Se l’ora dovrebbe iniziare alle 8.30, stai sicuro che prima delle 8.45 non arriva il professore. In pratica i nostri pacchetti di due ore diventano una e mezza.

La frequenza è obbligatoria solo in facciata, in realtà nessuno fa appello e a nessuno interessa se ci vai o meno. Sono ‘zzi tuoi.

Siamo in 30 in classe, un sacco di romagnoli alla conquista dell’emiliana Ferrara

Algoritmi e strutture di dati è qualcosa di assolutamente strano. Innanzitutto il professore è arrivato dandoci una scheda con questo programma, senza che la maggior parte della classe capisse qualcosa. Ha poi iniziato a spiegarci questo programma in Python, con ancora il 99% della classe che non capiva una benemerita. Io sono riuscito a comprendere tutto, ma ha usato concetti non facili e soprattutto cose che ho imparato usando Linux, cosa che nessun altro fa.

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Questi sono alcuni pensieri sparsi che ho prima di buttarmi a capofitto in una nuova avventura che inizierà ufficialmente Lunedì 22 settembre, con l’inizio delle lezioni a Ferrara. Benché questo post sarà pubblicato solo tale giorno, è già da molto molto tempo che ho iniziato a scriverlo (attorno a fine agosto), ma ho ultimato solo il giorno precedente, tanto perché sono pigro.

La casa

Innanzitutto, sembra che le cose siano andate per il verso giusto con la casa. Sono con un ragazzo e una ragazza, M. e A., due romagnoli (una di Ravenna, l’altro di Massa Lombarda), più grandi di me (rispettivamente di 6 e 5 anni) che sono in dirittura d’arrivo per ottenere la Laurea in Architettura. Sono due persone molto disponibili e simpatiche, appassionati di fotografia (analogica, non digitale, e questo penso mi sia d’aiuto) e molto socievoli.

La cosa buffa è che la stanza che andrò ad occupare mi è stata “consegnata” da un inquilino particolare, in quanto si trattava di un utente di Wikipedia. “Galeotta fu l’enciclopedia”, è il caso di dire, citando “l’amico Dante” (cit. Miss Moroon). Tutto è avvenuto perché, sapendo che lui studiava in quel di Ferrara, gli ho mandato una mail su Facebook chiedendogli se per piacere poteva darmi una mano a trovare una stanza. Ed ecco fatto! Casualmente, non più di una settimana prima, era andato via dalla stanza perché aveva finito i corsi a Ferrara e decidendo di studiare per i rimanenti esami a casa sua in Sardegna.

Un’altra particolarità legata alla stanza è che nei passati 4 anni, da quando è affittata a studenti, quindi, è sempre stata occupata da persone che non mangiavano carne. Una vegetariana, una vegana e un vegano. Penso che, per celebrare, organizzerò una grigliata nel davanzale della finestra :lol: .

Scherzi a parte, devo ammettere tuttavia che questa casa non è stata la mia prima scelta. In un primo momento avevo deciso di andare in un altro appartamento, situato a poca distanza dall’attuale, qualche centinaio di metri, che era stato ristrutturato da solo un paio di anni, ed era decisamente più grande. Avevo anche il bagno privato, ma tutte queste cose non sono servite quando si sono presentati i primi problemi legati al contratto.

Quali problemi?

Il fatto che per un vincolo (la cui natura mi è tutt’ora ignota) il proprietario non avrebbe potuto affittare l’appartamento a più di 450 € / mese, ma in realtà, sommando tutti gli affitti delle stanze (300 € la mia, 250 € la mansarda, + un’altra stanza di cui non conosco l’affitto, ma che sono sicuro non fosse inferiore a 250 €) veniva quasi il doppio, e così si era costretti a pagare una parte normalmente, e l’altra in nero. Poi il proprietario pensava di intestare il contratto a uno solo degli inquilini, “perché è una casa con un ricambio molto frequente e quindi starci sempre dietro è un casino”. Un casino? Fare le cose come si deve tutela sia il proprietario che l’affittuario!

Facciamo un paio di semplici esempi: la casa è intestata a me, il contratto dura 2-3 anni, e io dopo un anno vado via. Il contratto resta ancora intestato a me, e gli inquilini fanno qualche cazzata. Se non riesce a farsi valere sui correnti inquilini, con chi se la prenderà? Con l’intestatario dell’affitto, ovviamente! E se l’appartamento fosse intestato all’altro inquilino, lui potrebbe sbattermi fuori senza alcun problema, perché tanto il mio nome non compare da nessuna parte.

Ma queste sono solo alcuni dei motivi che mi hanno portato a desistere da andare in tale appartamento. Basta solo dire che l’appartamento è così grande che d’inverno è molto freddo e, per non esagerare con la spesa per il gas, gli inquilini accendevano il riscaldamento mezz’ora la mattina e mezz’ora la sera. Io devo spendere 300 € al mese (spese escluse) per andare in un igloo? Ma anche no.

Così ho “ripiegato”, se di ripiego si può parlare, per la casa in cui vado ora, e penso che in ogni caso mi troverò meglio qua di come avrei potuto farlo nell’altra stanza. Così a sentimento.

La facoltà – Il CdL

La scelta del corso di laurea è sicuramente un qualcosa di molto importante e non sono sicuro al 100% che matematica sia la strada per me. Quello che in verità vorrei fare è un ibrido fra matematica e fisica, ma purtroppo non c’è nessun corso che venga incontro a questa mia esigenza. E così, dovendo scegliere fra le due, ho optato per la regina delle scienze, la disciplina che è alla base di tutto quanto.

Parlando di cose meno astratte, il fatto che mi sia iscritto al CdL in “scienze matematiche” (il numero 32 se qualcuno è interessato, visto che l’identificazione numerica è a livello nazionale) è un vantaggio proprio in termine numerico, dato che a martedì scorso, quando ho fatto il famoso concorso, gli iscritti erano 11. Ovviamente saranno aumentati, ma non penso che in ogni caso saremmo più di una trentina. Esser così pochi è un fattore senza dubbio a mio vantaggio, perché il professore è fisicamente meno impegnato (cioè ci sono meno studenti che chiedono spiegazioni, nel caso). L’orario non è per niente male, il resto si vedrà.

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Il mio primo motivational poster:

Ah, per i pignoli, l’immagine della Palin è di pubblico dominio poiché viene dal sito del governo statunitense.

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