(Che bello che è il nuovo wordpress 2.7, non c’è paragone coi precedenti)

Il titolo di questo post è un omaggio al meraviglioso concerto che sto ascoltando ora con Amarok: una composizione di Vivaldi. L’etichetta di questa canzone era abbastanza oscura: l’unica cosa che sono riuscito a recuperare è un “Concerto 116 (Arioso)”. In ogni caso nei suoi 40 minuti e 20 secondi posso chiaramente distinguere la crème vivaldiana. Chissà se riuscirò mai a capire bene cosa sia questo pezzo.

In ogni caso ascoltare questa successione di melodie, mi fa trasalire. L’armonia mi pervade e faccio fatica a non pensare a tempo di musica, e così anche mentre scrivo, le mie dita stanno lentamente ballando sulla tastiera, a guisa di timidi danzatori.

So bene che tutte queste parole non hanno un senso per nessuno, se non per me che le sto scrivendo, ma come ripeto, non è tanto il contenuto. È la forma che conta (dovrei inserire una citazione filosofica qui, ma tanto sarebbe sbagliata perché non ricordo quasi più niente di filosofia, meno che mai quella classica).

Pausa, e si ricomincia il ballo.

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