Scrivo questo post anche se non ho ancora finito di leggere tutti i libri del cosiddetto Ciclo di Malaussène, (sono a metà di “Signor Malaussène”), ma ne ho voglia lo stesso.

Devo innanzitutto ringraziare la Laura che per il mio compleanno (eh già, lo scorso 9 giugno) mi ha regalato “Il paradiso degli orchi”, il primo libro di questo ciclo. Per un po’ ho pensato che non fosse un libro per me, dato che avevo iniziato a leggerlo almeno 2-3 volte, ma, inevitabilmente, finivo con smettere di leggere perché mi dedicavo ad altro (sostanzialmente stare al PC, :( ). E così, senza accorgermene, mi dimenticavo di quello che avevo letto e così dovevo sempre ricominciare.

La situazione è stata così all’incirca fino al 1 novembre. Quando sono andato in montagna (8 ore di treno andata e altrettante al ritorno) questo libro me lo sono letteralmente divorato. Avevo capito dove sbagliavo.

Pennac, in questi libri, usa uno stile decisamente strano. Strano perché i personaggi sono tutto tranne che verosimili (non mi dilungherò in descrizioni che possono benissimo essere trovate su Wikipedia, ad esempio). Variopinti senza dubbio, ma poco verosimili. All’inizio, le varie volte in cui ho provato a intraprendere la lettura de “Il paradiso degli orchi”, facevo fatica a immedesimarmi, a essere in empatia con quell’universo. È solo questione di tempo. Una volta che riesci a leggere abbastanza pagine consecutivamente da farti prendere dal mistero (in ogni libro c’è sempre un casino e Benjamin Malaussène viene additato come colpevole supremo di tutte le malefatte del cosmo), il gioco è fatto. Entri anche tu in quel mondo fatto di colori, suoni, odori che è la Belleville dipinta dallo scrittore francese.

E così questo libro l’ho letteralmente divorato, e sono pure riuscito ad annoiarmi durante il viaggio.

E ho letteralmente divorato il successivo, “La fata carabina” (a mio avviso il migliore).

“La prosivendola” mi ha invece dato un po’ di problemi. Nessuna mia conoscenza l’aveva (io non compro i libri, l’ho già detto?) e in biblioteca (sia a Ferrara che a Cervia) erano in prestito fino ai primi di dicembre (cioè avrei dovuto aspettare una ventina di giorni) e così ho provato a leggere su Google Libri (con un paio di trucchetti) ma non sono andato pagina 150 e rotti. E così mi sono dovuto rassegnare e ho aspettato una settimana che Laura me lo prestasse.

Finito, e ora è il turno del “Signor Malaussène”. Che procede un po’ a rilento causa esami (ah sì, 23 geometria 1, 29 inglese, 27 analisi 1, se a qualcuno fregasse qualcosa)

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