Crisi mistica

Oggi non sapevo che fare, allora mi sono fatto venire la crisi mistica.

No, per una volta la religione non c’entra a dir la verità; è solo un modo di dire.

I miei dubbi sono essenzialmente sull’Università. In poche parole: non so che fare e non so come farlo.

Non so che fare?

Sì. Perché io non sono poi così certo della scelta che ho fatto. Non so se sono un matematico, ma soprattutto, e più in generale, non so cosa sono. So bene che un discorso del genere doveva essere fatto prima, ma mi sono preso un po’ di tempo per valutare se effettivamente i miei dubbi fossero da reputare o meno a tutti questi cambiamenti che sono successi in pochi mesi (( tipo cambiare città, casa, giro di amicizie, staccarsi dalla famiglia e cose del genere )) o se il problema fosse altro. Me lo chiedo ancora adesso.

Principalmente i dubbi mi sono venuti perché non so bene cosa potrò fare dopo la laurea in matematica, se mai la conseguirò. Non so cosa potrei fare e basta. Quando me lo chiedono rispondo sempre che andrò a “zappare la terra”. E sono sempre più convinto che farò qualcosa del genere. Fare il trader? Ok, mi farei insegnare, ma vedere qualcuno che lo fa 24/7 mi ha fatto capire che è una delle cose più logoranti che esistano. Una persona ne esce completamente consumata (nel corpo e nella mente). La tensione fa questi scherzi.

Ma ora, per tornare a me, il problema che più mi assilla è come organizzarmi per lo studio, dato che da settembre non l’ho ancora praticamente fatto, soprattutto non in modo sistematico come vorrei. E come dovrei.

Ero abituato a studiare in un certo modo (so che forse fare dei paragoni con il liceo non ha molto senso, dato che qua stiamo parlando dell’Università che con questo ha davvero poco a spartire): cioè tendenzialmente la mattina era impegnata a lezione, il pomeriggio tornavo a casa e in un paio d’ore riuscivo a prepararmi adeguatamente per il giorno successivo. Ed ero a posto.

Qua a Ferrara ci sono state diversi fattori che mi hanno un po’ “sbalestrato”:

  • Cambiare casa e abitudini in questo senso
  • L'orario delle lezioni è molto vario (il primo trimestre avevo lezione 3 pomeriggi a settimana),
  • Mi sono fatto un giro di amici in facoltà
  • A casa il luogo dove studio è quello dove c'è il PC (può sembrare una sciocchezza, ma davanti al PC sono davvero poco produttivo, dato che mi distraggo in poco tempo)
E così, un mix di questi fattori, più altri che ovviamente non ricordo in questo momento (sono famoso per dimenticarmi le cose nell’istante in cui mi potrebbero servire), mi stanno un po’ mandando in crisi. Forse dovrei fare un piano di studi, forse no. Non so bene come muovermi. Anche perché ero abituato a distinguere nettamente il tempo del cazzeggio da quello dello studio.

Prima si cazzeggiava un pochettino, fin verso le 16. Poi studio molto intenso (nel senso che non c’era niente al mondo che poteva distrarmi, o quasi) e infine di nuovo cazzeggio molto intenso (nel senso che non c’era niente al mondo o quasi che potesse farmi pensare a qualcosa inerente allo studio). E devo dire che ero molto contento di questo metodo, perché riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare senza preoccuparmi tanto. E soprattutto mi divertivo quanto volevo.

E qua, ecco, è un po’ un casino.

Questo discorso sembra tanto quello di uno che sta cercando tante, troppe, scuse (e in questo so di essere molto bravo), e già con questo pensiero e con questo riconoscimento mi sto imponendo pure la parte della vittima (poverino! non riesce a studiare!) che mi ritaglio molto spesso e altrettanto spesso non mi si addice.

La verità è che dovrei cominciare a fare qualcosa, invece di stare a pettinare le bambole. Quando lo capirò sarà troppo tardi (e Murphy mi è testimone).

Davide Taviani · 9 February 2009
blog comments powered by Disqus

questi sono solo archivi, il blog si è spostato:

these are just archives, the blog has moved:

http://davidetaviani.com