Oggi ero a casa di C. a darle ripetizioni di matematica (e chimica, o fisica, dipende quello di cui ha bisogno) ed era ormai mezzogiorno e mezzo.
La mia pancia brontolava decisamente ed era già da più di un’ora che le spiegavo come si fanno le operazioni con i radicali. E allora, visto che dovevo ancora spiegarle un paio di cosettine le ho proposto di darmi del cibo in cambio di una buona mezz’ora di ripetizioni.
E così è stato.
E sono fiero di me stesso, perché ho preso due piccioni con una fava: ho finito di spiegarle l’argomento e le ho fatto capire bene quello che stavamo facendo (almeno così mi è parso
) e non ho perso tempo per tornare in facoltà andare a pranzo ecc ecc..
Sono cagate lo so, ma non posso mettermi a raccontare dei teoremi di isomorfismo di anelli, oppure della topologia quoziente, o che ne so, della convergenza uniforme di una serie di funzioni. Ah, quasi dimenticavo i metodi iterativi per la risoluzione di sistemi lineari
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