Tanto lo sapevo che mi sarei tirato della gran sfiga. Lo sa-pe-vo.
Cominciamo a fare un bel racconto delle 24 ore tra le più lunghe della mia vita…
Dunque, di come fosse la situazione climatica ho già adeguatamente parlato nel mio precedente post. Sono pertanto partito domenica 20 dicembre 2009 alle ore 14 da casa mia a Cervia, con direzione Cesena.
Bisogna prima di tutto dire che quando sono uscito di casa le strade, o perlomeno la strada di casa mia, erano completamente ghiacciate: quasi un blocco di ghiaccio unico..tant’è che per caricare la valigia nel bagagliaio ho dovuto fare un po’ l’equilibrista, ma senza strappare applausi dal pubblico, troppo infreddolito per essere presente. Così dopo qualche sbandatina alla prima curva (e sbandare quando si va a 15 km/h dice tante cose), siamo (visto che chiaramente non guidavo io) riusciti ad andare su strade un po’ più trafficate e pertanto non ghiacciate. Da qui fino a Cesena è andato tutto abbastanza liscio, tant’è che ci abbiamo impiegato 35 minuti in luogo dei soliti 25 .
Dunque, arrivato in stazione, ho notato subito che anche lì, proprio come a Cervia il giorno prima, la situazione dei treni era a dir poco tragica: la mia idea era quella di prendere il regionale per Bologna delle 15:09 e arrivare alle 16:21… e invece mi sono accorto che tutti i treni erano almeno in ritardo di mezz’ora (non mi ricordo e non voglio ricordare se fosse anche di più).
E così, alle 14:41 circa ho preso il treno delle 14:11 che era in ritardo di 30 minuti.. beh, niente male! Fortunatamente il ritardo è stato accumulato solamente alla partenza da Ancona, e non ho trovato rallentamenti nella strada verso Bologna, dove sono arrivato in anticipo nella mia tabella di marcia! In ogni caso, dopo aver notato che a Bologna la neve era effettivamente copiosa, come dicevano i telegiornali e le notizie in giro, ho preso l’aerobus e mi sono recato all’aeroporto Marconi, con un po’ meno di 3 ore di anticipo rispetto al decollo.
Qui (sbagliando?
) mi sono un po’ rilassato, perché, tenendo sotto controllo la tabella delle partenze, avevo notato che molti voli erano stati sì ritardati, ma non tutti e soprattutto nemmeno un Alitalia.
“E dai - mi sono detto – che forse riesco a prendere l’aereo a Roma senza avere particolari casini”
E così, dopo aver visto in aeroporto per caso i miei vicini di casa e dopo essermi fatto sottoporre a tutti i controlli d’uopo, mi sono messo buono buono ad aspettare l’imbarco, previsto per le 19:05.
Alle 19:05 l’imbarco non era ancora iniziato, dal momento che l’aeromobile che avremmo dovuto prendere era in ritardo e c’erano ancora da sbrigare tutte le pratiche del caso (scaricare i passeggeri, i bagagli, fare rifornimento, eccetera eccetera), ma più minuti passavano senza che iniziasse la procedura d”imbarco e più la mia agitazione aumentava… Così fino alle 19:30, caratterizzate dal mio (incredibilmente ottimista) pensiero “Eh, qua si rischia di fare un pelo ritardo, ma dopotutto a Roma ho ben un’ora..”
Dopo un po’ di minuti siamo saliti su quel benedetto aereo Alitalia, ma, quando pensavo di poter tirare un sospiro di sollievo, ecco che Murphy scende in campo e segna un Eurogol clamoroso: siamo stati almeno mezz’ora fermi sulla pista con omini che andavano avanti e indietro a controllare che le ali non fossero ghiacciate e fare tutti le altre verifiche del caso.
Non so bene a che ora (avevo spento tutto e cominciato a pregare di arrivare in orario) siamo decollati, so solo che siamo atterrati alle 21:25, proprio mentre era previsto il decollo del secondo aereo, quello verso Salonicco.
Siamo dovuti rimanere dieci minuti buoni nell’aereo, perché non si può scendere subito quando si può far fare un po’ di ritardo alla gente (ok, non è colpa loro) e, quando finalmente hanno aperto le porte di quel benedetto “tubo di latta”, ho iniziato una disperata corsa verso il gate C11 (tra l’altro cambiato, dato che in origine era il D07, come scritto sulla mia carta di imbarco). Ovviamente eravamo al terminal dei voli nazionali e quello per Salonicco si trovava in quello dei voli internazionali, adiacente. Pertanto mi sono fatto 5 minuti buoni di corsa, e non una corsetta leggera, ma la corsa del ragazzo che non vede la propria morosa da mesi e rischia di perdere l’aereo suo malgrado.
Arrivo al gate alle 21:30 e mi sento dire “L’imbarco è chiuso“.
COMECOSACOMECOSA?
Ma scusi, non avreste dovuto sapere che saremmo arrivati a minuti?
Ah si, ma mancavano troppe persone e quindi abbiamo deciso di far partire l’aereo lo stesso.
…
Eh guardi signore, mi dispiace.
Non sa a me.. (intanto ero talmente depresso/ incazzato che non avevo la forza neanche di piangere).. ma scusi, per curiosità, da quant’è che avete imbarcato l’ultima persona?
Ah, dieci minuti fa è partito l’ultimo bus per l’aereomobile, che non si trova qua vicino.
…
Beh, capirete bene quale possa essere la mia reazione a tali notizie. Dopo aver subito chiamato la mia bella (e avendola gettata nella disperazione per qualche minuto), mi sono fatto spiegare un po’ la situazione: ci avrebbero dato un albergo per la notte e avrei dovuto prendere il volo prossimo, alle 9.30 di lunedì 21 dicembre.
La signorina al gate ci dice (perché non sono l’unico del volo Bologna-Roma che ha dovuto subire questo trattamento) che bisogna andare ad uno sportello, che ovviamente è situato dall’altra parte dell’aereoporto. E ovviamente una volta arrivati lì ci dicono che siamo stati male informati in precedenza e che il posto in cui dobbiamo andare si trova un po’ distante (qualcosa del genere, insomma abbiamo camminato per mezz’ora).
E, arrivati a qualcosa che è possibile definire come “ufficio riparazione casini Alitalia”, ho notato che c’erano tipo 30 persone che non sono riuscite a prendere il mio volo. Io non so quanto fosse grande l’aereo, ma considerando che erano circa le 22 e che il volo era partito solo mezz’ora prima, beh, se avesse fatto ritardo di tipo 15 minuti, tutte quelle persone sarebbero riuscite a prendere il volo. (Approssimativamente, perché comunque un po’ di tempo l’abbiamo perso tutti per capire come dovevamo comportarci).
Fortunatamente ho stretto amicizia con un paio di persone nella mia stessa condizione, Carlotta (una ragazza italo-greca che studia a Bologna) e Giorgios (un musicista greco che studia a Nizza), e così almeno mi sono sentito meno solo e disperso…
A questo “ufficio riparazione casini Alitalia” ci hanno assegnato una stanza all’Airport Palace, un hotel a 4 stelle a Lido di Ostia, collegato all’aeroporto tramite la navetta dell’Hotel. E così, dopo queste peripezie, alle 23:30 poso la mia roba in una stanza singola al 5° piano di questo Hotel. C’è da dire che comunque il mio bagaglio di stiva è rimasto all’aereoporto perché se avessi voluto ritirarlo, la mattina dopo avrei anche dovuto ripassare per il check-in bagagli e insomma, sarebbe stata una complicazione ulteriore. Così ero in albergo con nient’altro che un paio di mutande, la roba elettronica (iPod, cellulari e caricabatterie vali) il regalo di Natale per la mia bella, e i vestiti che indossavo quel giorno. E basta.
Devo comunque sottolineare che io non avevo ancora cenato, dati i casini successi (avevo pianificato di mangiare un boccone intanto che aspettavo il secondo volo, nell’ora di tempo che avrei avuto a Fiumicino). E qui l’Alitalia, cioè l’hotel Airport Palace, mi ha molto sorpreso positivamente. Devo dire che mi aspettavo che la compagnia aerea italiana ci piazzasse in una bettola, invece l’Hotel era quantomeno decente (4 stelle erano un po’ troppe per la stanza, quindi direi che 3 stelle era più che appropriato), e addirittura alle 23: 30 siamo scesi nel ristorante e abbiamo potuto mangiare (e non era per niente male il pesce che c’era al buffet!!
).
Purtroppo però tutti i miei compagni di viaggio erano greci e quindi parlavano greco fra di loro, e io, unico italiano, non ellenofono, non capivo una benemerita.. beh ci siamo capiti.
Così, un po’ sconsolato, a mezzanotte me ne sono tornato in camera mia, ché non capivo niente e mi sembrava di “reggere un po’ il moccolo”, come si suol dire dalle mie parti; se non altro la TV in camera aveva anche alcuni canali Sky. Beh, proprio questa cosa e soprattutto il mio iPod mi hanno salvato, ché io non ho dormito quasi per niente. Sarà che ero agitato/arrabbiato/depresso per quanto successo, sarà che dovevo sapere che alla fine mi sarei dovuto svegliare alle 06:30, ma il sonno non veniva.
E così mi sono ascoltato tutta la discografia dei Sigur Rós. Erano mesi che non accadeva, proprio da quando ho passato una notte in bianco anche qua a Salonicco, mi sono rilassato con il magnifico gruppo islandese. Davvero fantastici, ma non divaghiamo
Dopo aver forse sonnecchiato un paio di ore (non ne sono sicuro, la mia percezione del mio sonno riguardo a quella notte è stata molto vaga e fumosa) mi sono messo a guardare un programma su National Geographic, davvero interessante! Parlava dell’evoluzione delle armi nella storia dell’uomo. (È in momenti come questi che mi manca tanto avere Sky, o perlomeno avere qualche canale decente come History Channel, National Geographic, e compagnia bella
)
In ogni caso, alle 06:30 ero di sotto alla reception, dove ho ritirato la mia carta d’identità, ho fatto una colazione veloce (perché sapevo che le navette per l’aeroporto di Fiumicino partivano approssimativamente ogni mezz’ora e io non volevo assolutamente perdere il volo. Piuttosto mi sarei fatto i km che mi separavano dall’aereoporto di corsa, lo giuro)
Comunque, a quanto sembrava, la sfiga non sembrava decisa a lasciarmi giungere in pace dalla mia bella: questa volta il problema era dato dal fatto che c’era un sacco di gente che doveva recarsi all’aeroporto, e così la navetta delle 06:40 era già strapiena. E così, mentre aspettavo nervosamente di sapere come andavano le cose (perché c’era anche un sacco di traffico da Lido di Ostia a Fiumicino, come se non bastasse) mi sono messo a fare un po’ di chiacchiere con uno di quei ragazzi greci che aveva subito la medesima mia sorte sul volo Bologna – Roma. Ammetto, con un po’ di vergogna, di non ricordarmi come si chiamasse questo ragazzo, qualcosa come l’equivalente greco di “Marcello”, se non ricordo male. Iin ogni caso mi ha fatto piacere parlarci un pochettino perché ho avuto modo di conoscere anche il suo punto di vista sulla vita (cioè ovviamente solo una minima parte della sua weltanschauung), cioè quello di un tenente dell’esercito greco di 30 anni, insegnante all’accademia per ufficiali. Ma questa è un’altra storia. (che anche a me piacerebbe conoscere, un giorno o l’altro)
E così l’ansia di perdere il volo aumentava e io mi sono messo ad aspettare la navetta fuori dall’hotel, insieme a molte altre persone. Però è giusto ricordare che era il 21 dicembre mattina (toh! il giorno del solstizio d’inverno
) e la temperatura a Lido di Ostia era estremamente rigida. Non voglio nemmeno sapere quanto. Ho patito tanto di quel freddo (per mia stupidità poi, perché non c’e n’era alcun motivo) che me lo ricorderò per un pezzo.
È arrivata questa benedetta navetta, anzi no ne sono arrivate due (data la copiosità della gente da caricare), e io mi sono infilato sulla prima possibile (ho già detto che non volevo perdere il volo?
). Effettivamente il traffico era notevole e l’autista ha deciso di fare un giro panoramico per portarci all’aeroporto il prima possibile.
Una volta che siamo stati scaricati al terminal dei voli internazionali, devo dire che è incredibilmente andato tutto liscio. Non c’era gente al check-in, non c’era troppa coda al controllo sicurezza, e tutto è filato liscio, fino a quando non ero ad aspettare davanti al gate C11. Sì proprio quello, proprio quello della sera prima. (che amarezza, ancora al pensiero).
Beh insomma, dopo aver aspettato e aspettato e aspettato un po’, ci dicono che il volo è in ritardo di 40 minuti.
No ma questo ritardo non poteva farlo la sera prima vero? 10 miserabili minuti sarebbero stati più che sufficienti…
A questo momento io mi sono un pochiiino preoccupato ancora, perché non se ne vedeva la fine.
Però ormai la parte entusiasmante di questo racconto (entusiasmante per chi poi, non si sa), perché in un modo o in un altro è filato tutto liscio.
Ma aspetto con fiducia il ritorno per nuove mirabolanti avventure!
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