Archive for January, 2010

So che il titolo suona un po’ strano, ma ho un nuovo stimolo.

Tutto ha avuto inizio quando lunedì scorso sono andato nell’ufficio del Prof. Lorenzo Pareschi per chiedere se l’anno prossimo sarà il mio relatore per la tesi di laurea.

E da qui, è stato un crescendo.

Perché mi sono esaltato abbastanza quando mi ha spiegato tutte le cose che fa (non ho capito assolutamente nulla): gas dinamica, modellizzazione di fenomeni naturali, e chi più ne ha più ne metta. Spero di poter parlare di qualcosa concretamente quando avrò capito.

Mi è stato particolarmente utile anche perché ho parlato con lui del mio passato, del mio presente e del mio futuro: siamo finiti a parlare di come mai ho scelto matematica piuttosto che informatica, gli ho detto che i corsi che prediligo ora sono quelli di analisi numerica, gli ho raccontato di come vorrei andare all’estero una volta ottenuto il tanto ambito pezzo di carta firmato dal Magnifico Rettore (o chi per lui).

Ed è stato molto utile parlare di queste cose, perché era da parecchio per esempio che non pensavo alla scelta del mio corso di laurea..e ora col senno di poi (contento della mia scelta) posso dire chiaramente il motivo: perché ho diversi amici programmatori (ok qua implico che un laureato in informatica finisca a fare il programmatore, ma facciamo finta che sia il sistemista) e non ho per niente voglia di fare il loro lavoro: arriva il cliente che chiede un programma (o cose del genere) e poi si lavora per farlo. Oppure il cliente chiama che gli si è rotto il sistema installato e bisogna andare in loco a ritirare su i server.

Quello che vorrei fare io è sì programmare (perché è quello che mi viene meglio, delle cose che ho provato fino a questo momento), ma per ricerca. E quale miglior campo della matematica applicata?

Mi sono discretamente esaltato anche per un altro motivo: il prof. mi ha rivelato che ultimamente ha seguito poche tesi proprio perché molte persone si rivolgevano a lui ma non avevano un’idea di quel che significhi programmare.. e che non era questione che non conoscessero il linguaggio..ma proprio non sapevano la tecnica, e questa è una cosa che non si insegna in breve tempo1.

Beh, insomma, il mio livello di esaltazione è cresciuto esponenzialmente con il tempo: gli ho raccontato di quello che so (poco Java, poco Python, presto saprò poco R, e un pochino di Matlab) e gli ho chiesto quale linguaggio mi consiglia di imparare, per saper fare queste cose (a lungo termine) e lui mi ha posto dinnanzi ad una scelta: Fortran o C.

Non conosco né uno, né l’altro, benché confesso di aver pensato parecchie volte di imparare il secondo, e pertanto quella è stata la mia scelta. Ok che il Fortran è un linguaggio più matematico, per quello che fa, ma direi che il C non è da meno, soprattutto perché saperlo è un po’ come sapere l’inglese, non serve solamente per andare in Inghilterra :P (oddio, che paragone -_-’).

Una delle cose che più mi ha fatto piacere, è stato il momento in cui gli ho raccontato delle piccole cosine che facevo io programmando, insomma gli ho parlato dei problemini che ho risolto di Project Euler. E, diversamente dal mio prof. Ellia, al quale mi ero rivolto l’anno scorso, il prof. Pareschi mi ha sorpreso in quanto conosceva il progetto e lo riteneva stimolante..e così mi ha proposto di tornare presto da lui per risolvere problemini simili, in vista della mia preparazione (informatica)  per la tesi.

E così ora sono qua con un libro di C che ho gentilmente preso in prestito dal mio (non per molto) coinquilino, cercando di raccapezzarmi.

Però ecco, la buona notizia è che ho un ottimo stimolo per imparare, sia dal punto di vista informatico, che matematico.

Ah sì, giovedì ho dato il mio ultimo esame per un paio di mesetti e sono esattamente a metà laurea (90 crediti su 180), con la media del 28.40 (circa).

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  1. Draco lo sa bene, quante ore abbiamo passato a cercar di farmi capire come si programmava in Java… []

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Ovvero, come far funzionare qualcosa in maniera un po’ grossolana e brutale. (No, brutale no, solo casereccia)

Il mio G1 è leggermente difettoso, o forse lo è la mini-SD con cui è arrivato…Fatto sta che una volta che la SD era inserita e lo sportellino apposito chiuso (tra l’altro il meccanismo fa un po’ pena, ma vabbé), se appoggiavo il dito all’esterno dello sportellino il cellulare leggeva perfettamente la scheda, se staccavo il mio dito (e quindi non esercitavo una lieve pressione sullo stesso), il cellulare non leggeva più la mini SD (ripetendomi n volte quanto sia pericoloso togliere le cose senza smontarle prima).

Per questo motivo la SD era praticamente inusabile, dato che le applicazioni ivi installate non si potevano usare correttamente (il telefono non gode nel monta-smonta-monta), a meno che non riavviassi il telefono tenendo premuto leggermente lo sportellino, ma ancora una volta, non appena smettevo di fare pressione, andava tutto a…farsi benedire.

E così ieri, tornato dalla breve (mica tanto effettivamente, ma avrei voluto durasse di più) permanenza in Grecia, ho deciso di sistemare questa cosa.

E così mi sono armato del grande utensile dell’hacker di casa. Il nastro adesivo!

Ma, visto che si trattava di qualcosa di piccolo, ho ben pensato di munirmi del suo fratellino, quello da ufficio, piccolo sottile e semitrasparente. E così ho tagliato sottili striscioline e ho ben pensato di ricoprire il didietro della sd con quel nastro adesivo, in modo da allungarla leggermente.

Beh, ora funziona alla perfezione, e questo è quello che conta.

Ed è bello sentirsi un pochino più cool per una semplice idea e del nastro adesivo. McGyver ruleggia :lol: .

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Una delle cose belle di stare all’estero per un periodo prolungato, è che per qualche giorno smetti di pensare a quello che sta succedendo nel tuo paese.

E in un periodo come questo, c’è solo da dimenticare. E sperare che tutto passi il prima possibile.

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