So che il titolo suona un po’ strano, ma ho un nuovo stimolo.

Tutto ha avuto inizio quando lunedì scorso sono andato nell’ufficio del Prof. Lorenzo Pareschi per chiedere se l’anno prossimo sarà il mio relatore per la tesi di laurea.

E da qui, è stato un crescendo.

Perché mi sono esaltato abbastanza quando mi ha spiegato tutte le cose che fa (non ho capito assolutamente nulla): gas dinamica, modellizzazione di fenomeni naturali, e chi più ne ha più ne metta. Spero di poter parlare di qualcosa concretamente quando avrò capito.

Mi è stato particolarmente utile anche perché ho parlato con lui del mio passato, del mio presente e del mio futuro: siamo finiti a parlare di come mai ho scelto matematica piuttosto che informatica, gli ho detto che i corsi che prediligo ora sono quelli di analisi numerica, gli ho raccontato di come vorrei andare all’estero una volta ottenuto il tanto ambito pezzo di carta firmato dal Magnifico Rettore (o chi per lui).

Ed è stato molto utile parlare di queste cose, perché era da parecchio per esempio che non pensavo alla scelta del mio corso di laurea..e ora col senno di poi (contento della mia scelta) posso dire chiaramente il motivo: perché ho diversi amici programmatori (ok qua implico che un laureato in informatica finisca a fare il programmatore, ma facciamo finta che sia il sistemista) e non ho per niente voglia di fare il loro lavoro: arriva il cliente che chiede un programma (o cose del genere) e poi si lavora per farlo. Oppure il cliente chiama che gli si è rotto il sistema installato e bisogna andare in loco a ritirare su i server.

Quello che vorrei fare io è sì programmare (perché è quello che mi viene meglio, delle cose che ho provato fino a questo momento), ma per ricerca. E quale miglior campo della matematica applicata?

Mi sono discretamente esaltato anche per un altro motivo: il prof. mi ha rivelato che ultimamente ha seguito poche tesi proprio perché molte persone si rivolgevano a lui ma non avevano un’idea di quel che significhi programmare.. e che non era questione che non conoscessero il linguaggio..ma proprio non sapevano la tecnica, e questa è una cosa che non si insegna in breve tempo1.

Beh, insomma, il mio livello di esaltazione è cresciuto esponenzialmente con il tempo: gli ho raccontato di quello che so (poco Java, poco Python, presto saprò poco R, e un pochino di Matlab) e gli ho chiesto quale linguaggio mi consiglia di imparare, per saper fare queste cose (a lungo termine) e lui mi ha posto dinnanzi ad una scelta: Fortran o C.

Non conosco né uno, né l’altro, benché confesso di aver pensato parecchie volte di imparare il secondo, e pertanto quella è stata la mia scelta. Ok che il Fortran è un linguaggio più matematico, per quello che fa, ma direi che il C non è da meno, soprattutto perché saperlo è un po’ come sapere l’inglese, non serve solamente per andare in Inghilterra :P (oddio, che paragone -_-’).

Una delle cose che più mi ha fatto piacere, è stato il momento in cui gli ho raccontato delle piccole cosine che facevo io programmando, insomma gli ho parlato dei problemini che ho risolto di Project Euler. E, diversamente dal mio prof. Ellia, al quale mi ero rivolto l’anno scorso, il prof. Pareschi mi ha sorpreso in quanto conosceva il progetto e lo riteneva stimolante..e così mi ha proposto di tornare presto da lui per risolvere problemini simili, in vista della mia preparazione (informatica)  per la tesi.

E così ora sono qua con un libro di C che ho gentilmente preso in prestito dal mio (non per molto) coinquilino, cercando di raccapezzarmi.

Però ecco, la buona notizia è che ho un ottimo stimolo per imparare, sia dal punto di vista informatico, che matematico.

Ah sì, giovedì ho dato il mio ultimo esame per un paio di mesetti e sono esattamente a metà laurea (90 crediti su 180), con la media del 28.40 (circa).

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  1. Draco lo sa bene, quante ore abbiamo passato a cercar di farmi capire come si programmava in Java… []
6 Responses to “Habemus stimulus”
  1. Ale says:

    Sticazzi! Intanto complimenti per i 90 su 180 e la loro rispettabilissima media! Tanto onore!
    E poi, io che di C, R o Fortran che sia non so nemmeno di cosa parli, ti dico bravo! e continua in quello che ti piace fare in quello che sai fare! E non c’è niente di meglio che sapere cosa si vuole fare e tanto meglio se incontri anche una persona come il prof. Pareschi che ti sappia consigliare invogliare e guidarti lungo la strada che vuoi prendere. E dei tuoi amici che programmano su commessa come gli schiavi (con tutto rispetto) e dei tuoi coinquilini (perché ancora per poco? chi va via per primo tra tu e loro?) hai tutto da imparare nonostante tutto. Dovresti ringraziarli perché è anche da loro che capisci cosa vuoi chi sei e dove vuoi andare.
    Se i numeri sono infiniti prova a immaginare l’applicazione della matematica quante implicazioni può avere! Più che affascinante.
    Enjoy!
    A.
    PS: prolisso. Ludovico Einaudi ha questi effetti…

  2. Ale says:

    …tanto che scrivendo non mi sono nemmeno accorto dell’errore di grammatica da voto4…. :/

  3. Matteo Pillon says:

    We! Per imparare il C ti consiglio il libro di Dennis Ritchie & Brian Kernighan ;)
    In bocca al lupo per la tua carriera!

  4. Massimiliano says:

    Non sono d’accordo con la descrizione che dai del laureato in informatica. A fare il sistemista ci ho visto persone non laureate o ingegneri. L’informatico è quello che sviluppa algoritmi per risolvere problemi di vario genere (es. ricerca operativa) e proprio non ce lo vedo a fare il sistemista (per quanto possa finire a fare l’analista/programmatore).

    Più in generale in informatica l’algoritmo è più un fine (per quanto sia sviluppato in risposta a particolari esigenze concrete). In matematica applicata o fisica sperimentale è un mezzo… cosa che rende la conoscenza della programmazione imprescindibile :-)

  5. Charlie says:

    Bella!! E’ un po’ che non ci becchiamo, ed è anche un botto che non facciamo un problemino insieme :(
    Sono contento che le cose ti stiano girando bene! Avanti così =)
    Ch

  6. Tony says:

    Il programmatore non necessariamente lavora su richiesta degli altri, può anche inventarsi un problema, risolverlo e far notare a tutti che prima ce l’avevano. Oppure crearne uno e vendere la cura (stile Norton).
    La fregatura del C è che è molto diffuso ma poco documentato. Magari trovi degli esempi in rete ma la documentazione del msdn è mescolata a altri linguaggi, incasinata e mancano le descrizioni di molte cose. Da questo punto di vista dovrebbero imparare da Java… I libri per C sono buoni perchè come linguaggio non si evolve velocemente, ma ti consiglio di cercare anche delle dispense universitarie che riassumono i punti chiave (tipo fondamenti di informatica I e II a ingegneria di fe).

  7.  
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