Una carica inaspettata
Ci sono delle giornate in cui pensi che davvero vada tutto storto:
- ti svegli con il mal di testa (dopo essere andato a letto con il mal di testa e preso la tachipirina) e pensi "mapporcapeletta, ma oggi devo fare un sacco di roba",
- ti alzi e cominci a sistemare un po' le cose che devi fare,
- un amico di chiede aiuto in LaTeX perché, mettendo a parte la modestia, sei l'unico che ci capisce qualcosa e non va per sentito dire (più o meno),
- vai a stampare la tesi e la tizia è una fulminata, ti fa perdere un'ora perché fra un ostreghéta e l'altro, ti racconta metà storia della sua vita,
- torni a casa in ritardo e prepari velocemente le slide sulla tesi per andare dalla relatrice a esporle,
- vai dalla suddetta relatrice e dopo 5 minuti di chiacchiere riceve una telefonata e ti senti dire "fatti un giro: è una cosa lunga",
- dopo esserti fatto un giro ti prepari e, dopo un'ora, ti vengono a proporre di pranzare, ma tu non avevi pianificato di essere lì a quell'ora, e mangiare per poi fare una presentazione, aumenta vertiginosamente il rischio di rutti (pardon),
- vieni smerdato un po' perché non fai capire quel che si è fatto nella tesi,
- torni a casa tardi, affamato, stanco e con questo cazzo di mal di testa che non ti ha abbandonato,
- varie ed eventuali nel pomeriggio
E l’odore della pioggia e del pulito, ti fanno sentire un figo.
Giornate così, ce ne sono una manciata nella vita.
E si vede che sei dietro a una cacchio di presentazione con beamer, se anche questo post sembra un itemize (elenco puntato in LaTeX).
Eh, la vie.