Una questione etica, o quasi

Ho un piccolo dubbio, di natura prettamente etica.

È tuttavia necessario un po’ di background, per il quale cercherò di essere più breve possibile: uno dei miei corsi “Laboratory Class Scientific Computing”, tenuto localmente qua a Utrecht, è un corso che praticamente insegna a programmare in C++ producendo qualcosa di concreto, in particolare generatori di numeri casuali e accrocchi su algoritmi genetici.

Per questo corso lo zoccolo duro sono due report (relazioni, se vogliamo) e numerosi assignment (compiti, se vogliamo). Ogni relazione conta 40% del voto finale, mentre il restante 20% è la media dei compiti.

Ecco, qua cominciano i miei problemi. Per un compito e per la prima relazione, sono stato incredibilmente stupido. Non voglio entrare nei dettagli perché me ne vergogno, però dico solamente che mi sono stati detratti dei punti per sciocchezze, ma che erano esclusivamente colpa mia. Ok mi sputtano. Sciocchezze del tipo sbagliarsi a scrivere (sì, anziché 32767 ho scritto di fretta 32676, anche se era chiaro che era il primo numero, mi sono stati detratti dei punti), e, magna cum vergogna, mi sono sbagliato a guardare la data di consegna per la relazione, mi sono accorto troppo tardi che era un giorno prima del previsto, così ho consegnato un giorno in ritardo e mi è stato detratto un punto pieno. Così da 7.2 sono passato a 6.2.

Ecco, come dicevo, questo 6.2 conta per il 40% del corso. Non poco, insomma. E quindi anche il mio voto finale è segnato per colpa delle cazzate sopra descritte. E mi brucia, assai.

Ok che dipende tutto dalla seconda relazione (per i compiti sono circa sul 7), però se anche la faccio molto bene (realisticamente più di 8 è difficile prendere, per com’è) il massimo che posso sperare è prendere 7. Che non è un voto di merda, però mi dispiace perché è comunque affetto dai miei errori.

Allora oggi, parlando con il professore, che in realtà è un dottorando a cui spetta della didattica per contratto, gli ho prospettato l’idea di rifare il corso il prossimo anno.

Tuttavia, ci sono alcune complicazioni, che fanno sorgere dubbi etici, da cui il titolo.

Infatti il corso l’anno prossimo sarà al 99,99% uguale a quello di quest’anno. Io avrei già fatto tutto il lavoro (di programmazione, è un corso di laboratorio) e dovrei semplicemente riscrivere bene la relazione e stare attento alla data di consegna. Così facendo, in pratica, avrei tantissimo tempo per consegnare le suddette relazioni, molto di più (un anno) dei miei compagni che consegnano tutto quest’anno. E per quanto riguarda i compiti, anche lì correggere e consegnare, ma è già tutto fatto.

In generale l’idea di rifare il corso per ottenere un voto migliore, in quanto italiano, non mi turba particolarmente. L’ “in quanto italiano” è dovuto al fatto che nelle nostre università è sempre e comunque possibile rifiutare un voto e cercare di migliorarlo. Però la differenza è che da noi di solito comunque devi rifare l’orale o uno scritto, e quindi si ha un vantaggio minore a rifare un corso in italia, rispetto al vantaggio che avrei io nel rifare questo, per il quale, ripeto, dovrei semplicemente rimandare le cose fatte quest’anno (con le opportune correzioni, che riesco a procurarmi).

Cosa pensate che io debba fare?

Davide Taviani · 13 December 2011
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