Archive for the “(sweet) dreams” Category
deliri notturni, sogni e incubi dal (sub)conscio.
Mi chiedo cosa stanotte mi abbia fatto sognare di essere un infiltrato.
È stato abbastanza curioso questo sogno, perché c’entrava la mia classe (a dir la verità non mi ricordo se era quelle delle superiori o l’università ).
Ricordo che all’inizio sono stato contattato da degli agenti, e per qualche motivo avevo promesso loro che mi sarei infiltrato. Mentre con dei malavitosi avevo promesso loro che sarei stato dalla loro parte, e che sarei stato affidabile.
La cosa veramente curiosa di questo sogno, e l’unico motivo per cui vale la pena parlarne anche ora che ormai è svanito dalla mia memoria, è il fatto che questi gangsta, per provare che “avevo le palle”, avevano cominciato a farmi paura…Nel senso che facevano le finte “come per colpirmi” e io non mi sarei dovuto muovere nemmeno di un cm. E in effetti nel sogno è stato così.
Oggi pomeriggio, a casa di C., ridendo e scherzando ha provato a fare qualche finta, giusto così come si suol fare tra giovini, per scherzare e per vedere “che ci cascavo” e, memore del sogno, istintivamente non mi sono mosso nemmeno di un millimetro, con tutto il suo disappunto. Anzi questa serie di azioni mi ha fatto ritornare in mente il sogno.
Lo so, gli psicologi avrebbero di che divertirsi con me.
Tra l’altro ho sognato Mr. T. Quel grand’uomo del mio ex-prof di storia!
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(Lo so che questo post potrebbe sembrare copiato da eio, come la mia home page, ma giuro che è andata veramente così, sarà che mi influenza troppo).
Questa mattina, saranno state le 6 e mezza, mi sono svegliato di colpo. Stavo facendo un sogno che parlava di tante cose: fondamentalmente era una storia alternativa di Robin Hood che si svolgeva da un’altra parte, attorno ad un lago. C’era persino un unicorno a cui ho fatto una foto con un iPhone. Credo che non fosse proprio verosimile questo sogno, non tanto per l’unicorno o perché sospetto che gli iPhone non ci fossero al tempo di Robin Hood, ma quanto perché l’iPhone, giralo come lo vuoi, le foto proprio non le fa.
E insomma io ero in questa compagnia di uomini in calzamaglia a tirare delle frecce ad una fazione rivale che stava dall’altra parte del lago, ed ero anche bravino, a tirare ’ste frecce. E lo era pure frate Tuck. Ecco, c’era anche frate Tuck che aveva una faccia conosciuta. E poi mi sono svegliato.
Ecco quella faccia lì io l’avevo già vista, sapevo perfettamente che era un attore che aveva fatto Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa, sapevo che era stato un James Bond, sapevo che è un sir, sapevo che era scozzese e sapevo che era stato anche Henry Jones Sr ne I predatori dell’arca perduta, ma il suo nome proprio non me lo ricordavo. Allora mi sono alzato e sono andato in cucina a chiedere a chi era sveglio quale fosse il nome di quest’attore, ma proprio non c’era modo di saperlo. Tornato a letto, pensavo e pensavo che in fin dei conti era troppo famoso perché non mi ricordassi il suo nome, però proprio non c’era verso che mi venisse in mente. E così pensa e pensa, alle 6 e 30 del mattino, uno si sveglia. Allora poi uno decide di alzarsi e di andare a vedere su internet come si chiamava questo attore e l’impulso a bloggare la cosa lo prende.
Spero domani notte di non sognare Harrison Ford. (meno male che a Ferrara il pc è vicino al letto e faccio presto a sapere il suo nome)
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Ciò che mi disse un bel po’ di tempo fa cryp in materia di sogni lucidi mi è sempre rimasto impresso. Ma, chissà perché, non sono mai riuscito a diventare pienamente padrone del mio sogno.
Anche stanotte credo di avere avuto un sogno in cui ero perfettamente conscio di stare sognando. Anzi due. Il livello della mia malattia mentale onirica, se in tal modo mi è concesso definire il delirio continuo che ho in testa (sto scherzando, non vi preoccupate) sta peggiorando, visto che ho fatto una serie di sogni a “guscio”, manco stessimo parlando di funzioni composte.
Mi sveglio e non ho i pantaloni (no, non pensate male, di solito dormo in pigiama ), mi alzo per cercarli e guardo da ciò che potrebbe assomigliare ad una finestra e noto che si tratta di un finestrino di un treno, e il mezzo su cui sono si sta lentamente fermando in una stazione. L’arredo è fine ‘800, un po’ alla Syberia, se a qualcuno può interessare (davvero buon gusto). Salgono i miei compagni di corso e si mettono a sedere nei posti in cui ho dormito io e siamo tutti di fianco. Allora mi accorgo che questo non può essere altro che un sogno e penso come posso fare a svegliarmi. Qualche istante dopo faccio una faccia tipo “scream” e mi metto a fare un urlo che in qualche modo “buca” il sogno, distorcendo tutto quanto.
E mi ritrovo sveglio, in una pista da pattinaggio, che faccio evoluzioni particolari (niente di esagerato, ma cose che il 90% della gente non riesce a fare, incluso me). Anche qua un po’ di gente che conosco da poco, miei compagni di corso, e anche stavolta in un modo o in un altro (non mi ricordo più benissimo) metto fine a questo sogno. Questa volta sono sveglio, sveglio davvero.
Ma non ne sono poi così sicuro, perché la sensazione di essere in un loop senza fine è presente.
E non uscirne più, mi angoscia.
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Il caso deve avere occhi ovunque (o forse il caso è semplicemente un altro nome di Murphy).
Proprio ieri sera parlavo con A. (una simpatica ragazza ravennate conosciuta in quel di Ferrara) di come sono uno che sogna spesso e che altrettanto spesso scrive ciò che sogna sul blog (ma solo ciò che ha un senso compiuto o meglio, ciò che non è una sequela di immagini e flash). Ad un certo punto mi ricordo di aver detto che era da un po’ effettivamente che non facevo sogni angoscianti, e, come ho premesso prima, Murphy mi stava leggendo i log della chat.a
Sarà il fatto che all’università non ci capisco un ghezzo (la situazione più o meno generale è questa) ma stanotte ho fatto un altro sogno che riguardava la scuola. E Miss Moroon. (Tra l’altro mi chiedo anche come stia, dato che è da qualche mese che ha partorito non credo che sia già tornata a scuola, per la fortuna dei suoi alun..ehm sua fortuna )
Eravamo in una classe che mi ricordava quelle della mia scuola media a Cervia, e anche la gente era mista. Un po’ di miei ex-compagni del liceo, ovviamente, più un paio di persone (una che ho conosciuto a basket ma che ho già – fortunatamente – quasi dimenticato, e un’altra che tra l’altro dovrebbe essere qua in giro a Ferrara, ma non ci tengo particolarmente a incontrarla). L’argomento, come si può ben immaginare andando a leggere qualche trascorso passato con Miss Moroon, era il latino.
Appena tornati dalle vacanze (forse eravamo quelle di fine liceo), tutti ci sentivamo già più grandi (non so se è un sentimento comune a tutti gli studenti nel primo giorno di un nuovo anno, o di una nuova scuola, chissà!) e arriva lei e comincia a farci fare le traduzioni di latino. Era qualcosa tipo “compiti delle vacanze” perché mi ricordo bene che R. li aveva svolti e guardavo da lui. Dopo un po’ di tergiversare (mi pare che il mio sogno si fosse interrotto e poi è ripreso, perché sono sicuro che nel frattempo ho “visto” qualcos’altro) la prof vede che molti non hanno libro e quaderno e/o non hanno fatto i compiti; la simpatica insegnante chiede quindi chi è che non ha tutte queste cose (io alzo la mano, ovviamente) e mette un bel 2 a tutti questi. Robe da matti, insomma.
E così quando comincia a mettere i 2 tutti se ne vanno perché tanto ormai peggio di così non si può andare, e io mi avvicino alla prof. Lei mi fa: “è già la terza volta che ti becco così” e io, con la voce un po’ rotta per il nervoso, ho cominciato a protestare “ma siamo tornati in seconda? ma cosa sono ste traduzioni!” e lei rispondeva di sì, con grande mio stupore. L’ho mandata a quel paese e sono corso di sotto e sulle scale ho incontrato Edo (per chi non si ricordasse, Edo è stato il prof di ginnastica, una persona simpaticissima – e un fotografo – col quale ho fatto amicizia, nonostante fossi il peggiore della classe in ginnastica – un po’ perché non sono buono, un po’ perché non mi è mai andato di farla). Ricordo ancora chiaramente le sue parole “ah dovete dirle qualcosa” e la mia subitanea risposta “ma cosa? noi possiamo dirle quello che vuole e non ci starà mai ad ascoltare! dovete fare voi del consiglio qualcosa!!” e così il mio sogno si interrompe.
Forse il pesce al pomodoro di ieri sera era troppo saporito? Forse. O forse la mia testa è strana. E Murphy legge e sente tutto.
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Perché sognare che qualcuno è diventato famoso e poter dire “Io lo conosco! Conosco Luca Sartoni” mentre scorrono le sue immagini su Blob non ha prezzo.
E quando si fanno i conti della spesa con i coinquilini, cercare a cosa corrisponde una sigla su Google perché non ci si ricorda cos’è, anche questo ci va vicino al famigerato priceless.
Tra l’altro ho anche comprato un filtro UV Hoya per il 50mm a 14,80 € spedizioni incluse, in modo da proteggerlo da graffi, ditate, polvere e quant’altro. Spero solo vada tutto bene, così il mio punteggio di feedback su ebay potrà salire da 3 a 4
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