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	<title>Il Sognatore di Nuvole</title>
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		<title>In settecentocinquanta parole</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2010/03/08/in-settecentocinquanta-parole/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho scoperto un sito che non è per niente male.
In pratica si tratta di scrivere (almeno) 750 parole, che sono approssimativamente tre pagine in un qualunque programma di videoscrittura impostato come default, a cadenza giornaliera.
Ma..perché?
Per rispondere a questa domanda parafraso le parole dell&#8217;autore:
 il concetto di &#8220;morning pages&#8221; (pagine del mattino mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho scoperto<a href="http://750words.com"> un sito</a> che non è per niente male.</p>
<p>In pratica si tratta di scrivere (almeno) 750 parole, che sono approssimativamente tre pagine in un qualunque programma di videoscrittura impostato come default, a cadenza giornaliera.</p>
<p>Ma..perché?</p>
<p>Per rispondere a questa domanda parafraso le parole dell&#8217;autore:</p>
<p><em> il concetto di &#8220;morning pages&#8221; (pagine del mattino mi faceva un po&#8217; schifino, come traduzione), ovvero tre pagine che vengono scritte al mattino, che contengono qualunque cosa (soprattutto cose a caso che passano per la testa). L&#8217;idea fondamentale sta proprio nello scrivere qualunque cosa passi per la testa, e non dovrebbero essere rimaneggiate (o censurate) in alcun modo. Il motivo dietro tutto questo è che se si prende l&#8217;abitudine di scrivere queste tre pagine ogni mattino, questa cosa aiuta a sgombrare la mente dalle mezze idee e da quelle cose non meglio definite.</em></p>
<p>A prima vista può sembrare una sciocchezza. Ma non lo è per niente. Posso solo dire che da quando ho iniziato (circa una settimana fa, infatti l&#8217;avevo scoperto il giorno dopo l&#8217;ultimo post, in memoria della Bob, e non mi sembrava il caso di postare subito una cosa così frivola (in confronto all&#8217;altra)) non avevo ancora scritto un post, e, in questo esatto momento, mentre sto scrivendo queste parole, mi riesce decisamente più facile.</p>
<p>Magari non è per quel motivo lì, ma magari sì. Chi lo sa!</p>
<p>Sicuramente mi aiuta ad essere più sciolto nell&#8217;espressione dei miei pensieri.. e se va male ho fatto un po&#8217; di ginnastica alle dita.</p>
<p>Tutta questa mega-introduzione per dire che finalmente ho trovato uno scopo al mio tumbleblog (<a href="http://skoll.andvari.it">I deliri di Helios</a>), infatti ho deciso di buttarci dentro le mie 3 pagine quotidiane!</p>
<p>Questo perché di default il sito non fa vedere a nessuno ciò che scrivi (e apprezzo decisamente questa cosa), e quindi ho deciso io di rendere pubblico (anche se sono convinto che pochissima gente leggerà quei deliri, se è poca la gente che legge le cose un po&#8217; più serie su &#8217;sto blog&#8230;) il lato oscuro della mia stupidità. Teoricamente lo faccio anche per me, per poter meglio conservare tutte quelle pagine di cavolate (ovvio che il sito conserva, ma avere doppia copia sul pc non fa troppo male).</p>
<p>Beh ora sarebbe il caso di leggere<a href="http://skoll.andvari.it/post/419948591/750-1"> questo post</a>, giusto per capire il livello delle assurdità. E il <a href="http://skoll.andvari.it/">resto</a>, se vi va.</p>
<p>p.s. Cariiino Tumblr <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>p.p.s sono stato pure <a href="http://phonkmeister.com/post/429828628/750-words">citato </a>da phonkmeister!</p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1691&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Guardava il mondo con altri occhi</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2010/02/28/guardava-il-mondo-con-altri-occhi/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 18:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri in libertà]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[professori]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 28 febbraio è un giorno funesto. L&#8217;anno scorso Francesca, oggi devo scrivere un post a ricordo della professoressa Paola Brunelli, colta da un infarto ieri sera.
È superfluo dire quanto mi dispiaccia per la scomparsa della mia &#8220;vecchia&#8221; cara prof di filosofia.
Fu lei a regalarmi 4 giorni bellissimi, di cui ho parlato in Back / CPdV [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 febbraio è un giorno funesto. L&#8217;<a href="http://blog.andvari.it/2009/02/28/il-treno-ha-fischiato-e-non-se-potuto-fermare/">anno scorso</a> Francesca, oggi devo scrivere un post a ricordo della professoressa Paola Brunelli, colta da un infarto ieri sera.</p>
<p>È superfluo dire quanto mi dispiaccia per la scomparsa della mia &#8220;vecchia&#8221; cara prof di filosofia.</p>
<p>Fu lei a regalarmi 4 giorni bellissimi, di cui ho parlato in <a title="Permanent Link: Back / CPdV Atto 0" rel="bookmark" href="http://blog.andvari.it/2007/04/19/back-cpdv-atto-0/">Back / CPdV Atto 0</a>,<a title="Permanent Link: Un approccio atipico / CPdV Atto I" rel="bookmark" href="http://blog.andvari.it/2007/04/19/un-approccio-atipico-cpdv-atto-1/">Un approccio atipico / CPdV Atto I</a>, <a title="Permanent Link: Haiku" rel="bookmark" href="http://blog.andvari.it/2007/04/20/haiku/">Haiku</a>, <a title="Permanent Link: Canti africani (Djolé) / CPdV Atto II" rel="bookmark" href="http://blog.andvari.it/2007/04/22/canti-africani-djole-cpdv-atto-ii/">Canti africani (Djolé) / CPdV Atto II</a>.</p>
<p>Ma, cosa più importante, lei mi ha insegnato tanto della vita, nei due anni in cui è stata mia prof di filosofia.<br />
E ora sento il dovere di restituirle ancora qualcosa, e non posso fare altro che ricordare com&#8217;era.</p>
<p>Di persone così ne ho conosciute poche, si contano sulla punta delle dita, e proprio per questo mi è estremamente difficile (all&#8217;inizio di questo post credevo che sarei riuscito a esprimermi con più facilità) trovare le parole adatte, per riuscire davvero a trasformare il concetto in parola.</p>
<p>Volendo trovare un&#8217;espressione che approssimi il più possibile quanto io ho carpito della sua <em>weltanschauung </em>(( visione del mondo )) è:</p>
<p>&#8220;<strong>Paola era semplice, e guardava alle cose con semplicità. E ci teneva davvero</strong>&#8221;</p>
<p>Ma a cosa teneva esattamente? Teneva a tutti quei valori della vita che sono andati ormai persi nel dimenticatoio della frenesia quotidiana, apprezzava quel poco di mistero che anche le cose più semplici sanno dare. E riusciva a &#8220;spremere&#8221; la vita quanto più poteva.</p>
<p>Ovviamente, prima di tutto, era un&#8217;insegnante. Ma anche in questo aspetto si distaccava completamente da tutti i suoi colleghi. Da una parte, di filosofia (sarà stata per poca mia predisposizione allo studio di idee che non convidido minimamente) ho sempre capito ben poco, dall&#8217;altra, credo che fosse una fra i pochi professori che io abbia mai avuto, che si interessava davvero allo studente, per volerlo davvero preparare alla vita. Sì, la filosofia è importante, ma è altrettanto importante sapere stare al mondo.</p>
<p>E qua, vista la mia difficoltà a fare una descrizione, racconterò una breve immagine, che può riassumere tutto quello che so di lei.</p>
<p><em>Immaginatevi di essere in montagna (supponiamo a 1000 metri d&#8217;altezza). Siete in una casa, isolata da tutto e da tutti. Non si vede alcun altro segno della presenza umana. Pensate ora di fare una passeggiata nel bosco, pensate di guadare un fiume, pensate di camminare per sentieri inesplorati. Ora, fermatevi. Fermatevi in silenzio e ascoltate. Ascoltate la natura, ascoltate le cose. Ascoltate il sussurrio del vento fra le fronde, immaginatevi il fresco ruscello che serpeggia fra le rocce tonde. Sentite la gioia colmarvi il cuore, perché sentite di avere un rapporto speciale con la natura. Sentite davvero di essere in quel posto, perché era necessario che voi foste in quel posto. Perché la vita è così.</em></p>
<p><em>Sipario.</em></p>
<p><em>Pensate ora di essere attorno ad un tavolo. Pensate di chiacchierare amabilmente con i vostri commensali. Pensate di star parlando di cose che non avete mai detto. Pensate di interrogarvi sul significato della vita, dell&#8217;universo e di tutto quanto, senza scadere in risposte banali. Pensate di rispondere alle domande che vi vengono fatte con la testa, ma soprattutto con il cuore.</em></p>
<p>Detto questo, ricordo i pensieri di Paola come essere poco scientifici. &#8220;Sentire le cose&#8221; non ha spazio in una visione del mondo come quella attuale. Eppure anche io sento che vi appartengo. Pure io, con un diploma scientifico, studente di matematica (la regina e la più rigorosa delle scienze), in qualche strano modo, sento di poter entrare in sintonia con l&#8217;ambiente, sento di poter capirla, anche rispetto a tutte le altre cose di cui mi parlava.</p>
<p>Qua si sconfina nell&#8217;emozione, chiaramente, e non è mia intenzione fare un trattato sulla natura dell&#8217;interiorità; voglio solo ricordare di come Paola mi abbia fatto scoprire e apprezzare alcuni lati di questa.</p>
<p>Perché se ora mi fermo, e mi interrogo sul significato (Nota bene, non sul principio causa-effetto!), ma sul vero e proprio significato delle cose <strong>per me</strong>, io lo devo a Paola.</p>
<p>Anzi, lo devo alla Bob.</p>
<p>Si chiamava Paola Brunelli, eppure era conosciuta come Bob, da tutti quanti. Il perché lo so bene: aveva delle idee così singolari (il rapporto con la natura, la semplicità delle cose, la ricerca delle origini (i mestieri degli antenati, ad es.)) facevano credere alla maggior parte delle persone che si fumava delle gran canne. Da cui il nomignolo Bob, in onore del più celebre Marley.</p>
<p>Una volta disse di essere vetero-comunista, e riguardando a tutto ciò che mi ha insegnato, comprendo bene. Era sempre per la partecipazione collettiva, era sempre per il dialogo e la discussione (interrogazioni?! erano più comitati in cui si discuteva di questo e quell&#8217;altro). Ricordo ancora quella volta in cui disse: &#8220;chi è ateo esca dalla classe&#8221;. Al che rimasi abbastanza perplesso, ma poi capii. Mentre io e un manipolo di miei pari ci recavamo all&#8217;esterno dell&#8217;aula, spiegò ai rimanenti le loro intenzioni: dovevano giustificare la loro posizione. Venne fuori dall&#8217;aula, dove l&#8217;aspettavamo e spiegò a noi di fare lo stesso. Dopo un quarto d&#8217;ora di dibattito interno dei due &#8220;comitati&#8221;, ci fece ritornare in classe e diede inizio al dibattito, in cui ognuno di noi (uno per volta, idealmente) sosteneva la sua tesi e argomentava. Chiaramente l&#8217;argomento della lezione era qualcosa inerente alla visione di Dio di un qualche filosofo (Spinoza, forse? Onestamente non ricordo).</p>
<p>Aveva una sessantina d&#8217;anni, e forse viveva un po&#8217; nel passato. Perché tutte queste cose che lei apprezzava, non hanno posto in questo mondo in cui, come ho detto prima, tutto è vissuto in maniera frenetica. Me la immagino bene, sessantottina, a combattere per il futuro, e restare poi delusa del futuro. E l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho vista, l&#8217;ho notata bene questa amarezza.</p>
<p>Aveva infatti una visione dei rapporti, ormai praticamente impossibile: il dialogo, puro, come mezzo di comprensione totale dell&#8217;altro. Lo sforzarsi di capire, il mettersi in gioco per poter capire. Sono idee e concetti che li devo praticamente solo a lei.</p>
<p>Una volta mi rivelò che aveva un sogno: una volta andata in pensione voleva aprire una scuola tutta sua, a suo modo. Una scuola in cui i bambini partecipassero con i genitori e si instaurasse un rapporto simbiotico, un po&#8217; sull&#8217;onda del arcaico modello &#8220;mentore-allievo&#8221;. Questo sogno, non si potrà più avverare, ma lo ricorderò per sempre.</p>
<p>Confesso di avere avuto un&#8217;idea, qualche settimana fa. La ammiravo così tanto per le sue esperienze che avrei voluto chiederle di raccontarmi la storia della sua vita. E mi sarebbe piaciuto scriverla su carta, perché ero sicuro che sarebbe stata in grado di raccontarmene delle belle, sarebbe stata in grado di insegnarmi molto.</p>
<p>Voglio ricordarla anche con una breve citazione dall&#8217;unica opera filosofica che io abbia mai letto completamente: la fine dell&#8217;Apologia di Socrate.</p>
<blockquote><p>Ebbene, anche voi, o giudici, bisogna che abbiate buone speranze davanti alla morte, e dovete pensare che una cosa è vera in modo particolare: che ad un uomo buono non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Le cose che lo riguardano non vengono trascurate dagli dèi.</p>
<p>E anche le cose che ora mi riguardano non sono successe per caso; ma per me è evidente questo, che ormai morire e liberarmi degli affanni era meglio per me.</p>
<p>Per questo motivo il segno divino non mi ha mai deviato dalla via seguita.</p>
<p>Perciò io non ho un grande rancore contro coloro che hanno votato per la mia condanna, né contro i miei accusatori, anche se mi hanno condannato e mi hanno accusato non certo con tale proposito bensì nella convinzione di farmi del male. E in ciò meritano biasimo.</p>
<p>Però io vi prego proprio di questo. Quando i miei figli saranno diventati adulti, puniteli, o cittadini, procurando a loro quegli stessi dolori che io ho procurato a voi, se vi sembreranno prendersi cura delle ricchezze o di qualche altra cosa prima che della virtù.</p>
<p>E se si daranno arie di valere qualche cosa, mentre non valgono nulla, rimproverateli così come io ho rimproverato voi, perché non si danno cura di ciò di cui dovrebbero darsi cura, e perché credono di valere qualche cosa, mentre in realtà non valgono niente.</p>
<p>Se farete questo, avrò ricevuto da voi quello che è giusto: io e i miei figli.</p>
<p>Ma è ormai venuta l&#8217;ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere.</p>
<p>Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.</p></blockquote>
<p>So che sei ritornata alla terra, so che ti sei ricongiunta con i tuoi avi e con le persone a te care ma da tempo perse. Se non spiritualmente, almeno materialmente. Ritornerai a far parte della terra, e sarai pronta a far nascere nuova vita da te. E so già che anche se guarderai il mondo dalla parte delle radici delle piante, vedrai un mondo bellissimo.</p>
<p>Addio Paola, o meglio, arrivederci Bob. Ti penserò spesso.</p>
<p>Update: Ho creato un <a href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;ref=search&amp;gid=328578329606">gruppo</a> su Facebook per ricordarla, con alcune foto&#8230;</p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1686&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Finestre</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà l&#8217;effetto che deve fare ad un inglese: &#8220;Dai su accendi Finestre e loggati su Faccialibro. Dopo fammi un po&#8217; vedere le mie partite di scacchi su gioconodo. E devo controllare gli aggiornamenti di battaglianet.&#8221;
Ok in effetti suona davvero strano.
E questa discussione è fondamentalmente la stessa che ha coinvolto la comunità italiana sul forum di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà l&#8217;effetto che deve fare ad un inglese: &#8220;Dai su accendi Finestre e loggati su <a href="http://www.facebook.com">Faccialibro</a>. Dopo fammi un po&#8217; vedere le mie partite di scacchi su <a href="http://www.gameknot.com">gioconodo</a>. E devo controllare gli aggiornamenti di <a href="http://eu.battle.net">battaglianet</a>.&#8221;</p>
<p>Ok in effetti suona davvero strano.</p>
<p>E questa discussione è fondamentalmente la stessa che ha coinvolto la comunità italiana sul forum di SC2 (il grande e attesissimo SC2, per cui voglio una beta key <strong>assolutamente</strong>!), riguardo alla traduzione delle unità.</p>
<p>Che non è mica una roba banale, se ci pensiamo. Perché un gioco come StarCraft ha i nomi delle unità abbastanza pittoreschi, per un inglese. E infatti quando sono andati a tradurre i nomi per la localizzazione in italiano, c&#8217;è il portastormo, la blatta (che manco sapevo cosa fosse), qualcosa inerente alle faluche. E il vichingo credo.</p>
<p>Mah.</p>
<p>Comunque questa era solo una riflessione introduttiva, per dire che ieri ho aggiornato questo pc dal quale scrivo a Windows 7. Per ora non mi ha particolarmente deluso (a parte il fatto di essere un Finestre e non un Linux), poi si vedrà.</p>
<p>(Sì, non ho rinunciato al pinguino, non temete!)</p>
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		<title>Andando contromano per la francigena</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È da un po&#8217; di giorni che ho in testa questo post. Anzi, parecchi giorni, ma solo oggi ho avuto il coraggio di scriverlo.
Sì, perché ho voglia di parlare di Paolo De Guidi. Ne parlo come se lo conoscessi davvero, anche se non l&#8217;ho mai incontrato di persona sento che sia proprio così. Dopotutto seguo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È da un po&#8217; di giorni che ho in testa questo post. Anzi, parecchi giorni, ma solo oggi ho avuto il coraggio di scriverlo.</p>
<p>Sì, perché ho voglia di parlare di <a href="http://lafrancigenacontromano.wordpress.com">Paolo De Guidi</a>. Ne parlo come se lo conoscessi davvero, anche se non l&#8217;ho mai incontrato di persona sento che sia proprio così. Dopotutto seguo il suo <a href="http://lafrancigenacontromano.wordpress.com">blog</a> e anche il suo <a href="http://www.twitter.com/paolaki">twitter</a>.</p>
<p>Magari avete già sentito parlare di lui, è quel tizio che a inizio dicembre ha preso su ed è partito per  Cambridge per andare dalla sua ragazza. <strong>A piedi</strong>.</p>
<p>È de-ci-sa-men-te il mio mito personale.</p>
<p>Lo stimo e lo ammiro per un&#8217;infinità di motivi:</p>
<p>Prima di tutto ha dimostrato di avere gli attributi quadrati: ha spedito la sua prima lettera di dimissioni a settembre e ha smesso di lavorare il giorno del suo compleanno, e poi il 7 dicembre è partito, contando di arrivare a fine marzo. (scusate la caduta di tono, ma direi che lui ha vinto. Ha vinto. Non ci sono altri termini! Mi esalto solo a pensarci!).</p>
<p>Lui ha avuto il coraggio di smettere di correre, fermarsi, prendere un bel respiro e camminare. E camminare è diventato estremamente raro oggigiorno; non fraintendiamoci, non sto intendendo mettere un piede dietro l&#8217;altro e basta, cosa che fanno tutti quotidianamente (non conosco persone che fluttuano), ma camminare e guardarsi attorno, con occhio vorace, e la mente desiderosa di vivere il cammino.</p>
<p>Non so bene come esprimere il turbinio di emozioni che mi suscita questa impresa ogni volta che ci penso, e soprattutto come anche ogni minimo dettaglio mi esalti!</p>
<p>Dormire con CouchSurfing? Fantastico.. non l&#8217;ho mai provato ma dormire &#8220;in giro&#8221; in cambio di esperienze e fare quattro chiacchiere, deve essere una delle esperienze migliori del mondo. Prometto anche io che ci penserò, lo prometto davvero.</p>
<p>Uno dei punti di forza che rendono questo viaggio diverso, è di come sia impregnato di web: <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;site=lafrancigenacontromano.wordpress.com&amp;url=http%3A%2F%2Fmaps.google.com%2Fmaps%2Fms%3Fie%3DUTF8%26hl%3Dit%26t%3Dp%26msa%3D0%26msid%3D116892360591152076998.000474f0e8edceadf342c%26ll%3D47.279229%2C7.207031%26spn%3D10.437178%2C17.578125%26z%3D5%26source%3Dembed">ha pianificato il suo itinerario con Google Maps</a>, aggiorna quotidianamente (anche di più) il suo stato su Twitter, tiene un blog. Insomma, è nella rete.</p>
<p>E penso che la rete debba restituirgli un po&#8217; delle emozioni che riceve da quest&#8217;uomo. Parlo di me, che ormai non c&#8217;è sera che non vada a nanna e mi metta a controllare con il mio androidfonino il suo blog e il suo stato di Twitter prima di dormire. Faccio così un po&#8217; perché sono in apprensione per lui (purino, con tutto sto freddo), un po&#8217; perché mi piace immaginarlo, che incede solo per avvicinarsi alla sua bella.</p>
<p>Ti dirò Paolo, stai mettendo voglia anche a me di fare qualcosa del genere. Però non ho voglia di nuotare da Brindisi fino a Igoumenitsa e il giro dei Balcani me lo risparmierei volentieri. Ma chissà, che non possa emulare la sua impresa in scala assai minore.</p>
<p>Perché è bello, bellissimo, fermarsi e realizzare quanto sia bello il mondo che ci circonda. Io questa sensazione l&#8217;ho provata una volta sola e <a href="http://blog.andvari.it/2007/04/19/un-approccio-atipico-cpdv-atto-1/">ho scritto</a> <a href="http://blog.andvari.it/2007/04/22/canti-africani-djole-cpdv-atto-ii/">della mia esperienza</a>.</p>
<p>Nei giorni scorsi, il fiero camminatore della francigena contromano, è stato preso un po&#8217; da sconforto ed è qua che dico &#8220;tocca a noi&#8221; (oltre che alla sua dolce metà che, a quanto so, l&#8217;ha raggiunto per un pochino) tirarlo su. E per questo accodo il mio messaggio a Radio Contromano.</p>
<p>E aggiungo una nota: Paolo, se tu vorrai sarai sempre ospite ben lieto a casa mia. Mi piacerebbe accompagnarti da qualche parte, ma non ho gli attributi necessari (e lo riconosco apertamente) e neanche le gambe buone. Un letto, un pasto caldo, e una buona storia, beh, quelle te le sei guadagnate senza alcun dubbio.</p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1681&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Dall&#8217;altra parte della barricata</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2010/02/06/dallaltra-parte-della-barricata/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 14:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno sono passato al &#8220;lato oscuro&#8221;, dove non avrei mai creduto di trovarmi fino a pochi mesi fa&#8230; E fa uno strano effetto.
Ho iniziato tirocinio presso il Liceo Scientifico Augusto Righi di Cesena, ovvero il mio passato liceo, con il mio medesimo professore, Roberto Fantini.
Diversamente da quanto solito, ho iniziato subito a spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno sono passato al &#8220;lato oscuro&#8221;, dove non avrei mai creduto di trovarmi fino a pochi mesi fa&#8230; E fa uno strano effetto.</p>
<p>Ho iniziato tirocinio presso il Liceo Scientifico Augusto Righi di Cesena, ovvero il mio passato liceo, con il mio medesimo professore, Roberto Fantini.</p>
<p>Diversamente da quanto solito, ho iniziato subito a spiegare e a darmi da fare (maledetti quelli che fanno tirocinio e non fanno NIENTE!), e via con integrali indefiniti, teoremi sul calcolo differenziale e insomma..quella roba lì.</p>
<p>La cosa più strana è che oggi ho già anche interrogato un ragazzo sugli integrali indefiniti (in 5Ct) mentre ho già preparato il compito in classe per la 5Cb. (che renderò pubblico solo DOPO l&#8217;esame, dato che qualche studente potrebbe capitare da queste parti via facebook).</p>
<p>Beh insomma, fa davvero strano. Soprattutto sentirsi chiamare &#8220;collega&#8221; dal tuo professore (è una cosa che ha <em>boostato</em> notevolmente la mia autostima).</p>
<p>E parlo di questo perché è meglio che non dica niente sul mio trasloco&#8230;</p>
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		<title>Habemus stimulus</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2010/01/30/habemus-stimulus/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 15:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[analisi numerica]]></category>
		<category><![CDATA[C]]></category>
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		<description><![CDATA[So che il titolo suona un po&#8217; strano, ma ho un nuovo stimolo.
Tutto ha avuto inizio quando lunedì scorso sono andato nell&#8217;ufficio del Prof. Lorenzo Pareschi per chiedere se l&#8217;anno prossimo sarà il mio relatore per la tesi di laurea.
E da qui, è stato un crescendo.
Perché mi sono esaltato abbastanza quando mi ha spiegato tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So che il titolo suona un po&#8217; strano, ma ho un nuovo stimolo.</p>
<p>Tutto ha avuto inizio quando lunedì scorso sono andato nell&#8217;ufficio del Prof. Lorenzo Pareschi per chiedere se l&#8217;anno prossimo sarà il mio relatore per la tesi di laurea.</p>
<p>E da qui, è stato un crescendo.</p>
<p>Perché mi sono esaltato abbastanza quando mi ha spiegato tutte le cose che fa (non ho capito assolutamente nulla): gas dinamica, modellizzazione di fenomeni naturali, e chi più ne ha più ne metta. Spero di poter parlare di qualcosa concretamente quando avrò capito.</p>
<p>Mi è stato particolarmente utile anche perché ho parlato con lui del mio passato, del mio presente e del mio futuro: siamo finiti a parlare di come mai ho scelto matematica piuttosto che informatica, gli ho detto che i corsi che prediligo ora sono quelli di analisi numerica, gli ho raccontato di come vorrei andare all&#8217;estero una volta ottenuto il tanto ambito pezzo di carta firmato dal Magnifico Rettore (o chi per lui).</p>
<p>Ed è stato molto utile parlare di queste cose, perché era da parecchio per esempio che non pensavo alla scelta del mio corso di laurea..e ora col senno di poi (contento della mia scelta) posso dire chiaramente il motivo: perché ho diversi amici programmatori (ok qua implico che un laureato in informatica finisca a fare il programmatore, ma facciamo finta che sia il sistemista) e non ho per niente voglia di fare il loro lavoro: arriva il cliente che chiede un programma (o cose del genere) e poi si lavora per farlo. Oppure il cliente chiama che gli si è rotto il sistema installato e bisogna andare in loco a ritirare su i server.</p>
<p>Quello che vorrei fare io è sì programmare (perché è quello che mi viene meglio, delle cose che ho provato fino a questo momento), ma per ricerca. E quale miglior campo della matematica applicata?</p>
<p>Mi sono discretamente esaltato anche per un altro motivo: il prof. mi ha rivelato che ultimamente ha seguito poche tesi proprio perché molte persone si rivolgevano a lui ma non avevano un&#8217;idea di quel che significhi programmare.. e che non era questione che non conoscessero il linguaggio..ma proprio non sapevano la tecnica, e questa è una cosa che non si insegna in breve tempo<sup>1</sup>.</p>
<p>Beh, insomma, il mio livello di esaltazione è cresciuto esponenzialmente con il tempo: gli ho raccontato di quello che so (poco Java, poco Python, presto saprò poco R, e un pochino di Matlab) e gli ho chiesto quale linguaggio mi consiglia di imparare, per saper fare queste cose (a lungo termine) e lui mi ha posto dinnanzi ad una scelta: Fortran o C.</p>
<p>Non conosco né uno, né l&#8217;altro, benché confesso di aver pensato parecchie volte di imparare il secondo, e pertanto quella è stata la mia scelta. Ok che il Fortran è un linguaggio più matematico, per quello che fa, ma direi che il C non è da meno, soprattutto perché saperlo è un po&#8217; come sapere l&#8217;inglese, non serve solamente per andare in Inghilterra <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  (oddio, che paragone -_-&#8217;).</p>
<p>Una delle cose che più mi ha fatto piacere, è stato il momento in cui gli ho raccontato delle piccole cosine che facevo io programmando, insomma gli ho parlato dei problemini che ho risolto di Project Euler. E, diversamente dal mio prof. Ellia, al quale mi ero rivolto l&#8217;anno scorso, il prof. Pareschi mi ha sorpreso in quanto conosceva il progetto e lo riteneva stimolante..e così mi ha proposto di tornare presto da lui per risolvere problemini simili, in vista della mia preparazione (informatica)  per la tesi.</p>
<p>E così ora sono qua con un libro di C che ho gentilmente preso in prestito dal mio (non per molto) coinquilino, cercando di raccapezzarmi.</p>
<p>Però ecco, la buona notizia è che ho un ottimo stimolo per imparare, sia dal punto di vista informatico, che matematico.</p>
<p>Ah sì, giovedì ho dato il mio ultimo esame per un paio di mesetti e sono esattamente a metà laurea (90 crediti su 180), con la media del 28.40 (circa).</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1674" class="footnote">Draco lo sa bene, quante ore abbiamo passato a cercar di farmi capire come si programmava in Java&#8230;</li></ol><img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1674&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Garage Hack</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero, come far funzionare qualcosa in maniera un po&#8217; grossolana e brutale. (No, brutale no, solo casereccia)
Il mio G1 è leggermente difettoso, o forse lo è la mini-SD con cui è arrivato&#8230;Fatto sta che una volta che la SD era inserita e lo sportellino apposito chiuso (tra l&#8217;altro il meccanismo fa un po&#8217; pena, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero, come far funzionare qualcosa in maniera un po&#8217; grossolana e brutale. (No, brutale no, solo casereccia)</p>
<p>Il mio G1 è leggermente difettoso, o forse lo è la mini-SD con cui è arrivato&#8230;Fatto sta che una volta che la SD era inserita e lo sportellino apposito chiuso (tra l&#8217;altro il meccanismo fa un po&#8217; pena, ma vabbé), se appoggiavo il dito all&#8217;esterno dello sportellino il cellulare leggeva perfettamente la scheda, se staccavo il mio dito (e quindi non esercitavo una lieve pressione sullo stesso), il cellulare non leggeva più la mini SD (ripetendomi n volte quanto sia pericoloso togliere le cose senza smontarle prima).</p>
<p>Per questo motivo la SD era praticamente inusabile, dato che le applicazioni ivi installate non si potevano usare correttamente (il telefono non gode nel monta-smonta-monta), a meno che non riavviassi il telefono tenendo premuto leggermente lo sportellino, ma ancora una volta, non appena smettevo di fare pressione, andava tutto a&#8230;farsi benedire.</p>
<p>E così ieri, tornato dalla breve (mica tanto effettivamente, ma avrei voluto durasse di più) permanenza in Grecia, ho deciso di sistemare questa cosa.</p>
<p>E così mi sono armato del grande utensile dell&#8217;hacker di casa. Il nastro adesivo!</p>
<p>Ma, visto che si trattava di qualcosa di piccolo, ho ben pensato di munirmi del suo fratellino, quello da ufficio, piccolo sottile e semitrasparente. E così ho tagliato sottili striscioline e ho ben pensato di ricoprire il didietro della sd con quel nastro adesivo, in modo da allungarla leggermente.</p>
<p>Beh, ora funziona alla perfezione, e questo è quello che conta.</p>
<p>Ed è bello sentirsi un pochino più cool per una semplice idea e del nastro adesivo. McGyver ruleggia <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' />  .</p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1669&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 12:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri in libertà]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cose belle di stare all&#8217;estero per un periodo prolungato, è che per qualche giorno smetti di pensare a quello che sta succedendo nel tuo paese.
E in un periodo come questo, c&#8217;è solo da dimenticare. E sperare che tutto passi il prima possibile.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose belle di stare all&#8217;estero per un periodo prolungato, è che per qualche giorno smetti di pensare a quello che sta succedendo nel tuo paese.</p>
<p>E in un periodo come questo, c&#8217;è solo da dimenticare. E sperare che tutto passi il prima possibile.</p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1666&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Per giusto 10 minuti</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2009/12/28/per-giusto-10-minuti/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[holidays]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto lo sapevo che mi sarei tirato della gran sfiga. Lo sa-pe-vo.
Cominciamo a fare un bel racconto delle 24 ore tra le più lunghe della mia vita&#8230;
Dunque, di come fosse la situazione climatica ho già adeguatamente parlato nel mio precedente post. Sono pertanto partito domenica 20 dicembre 2009 alle ore 14 da casa mia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto lo sapevo che mi sarei tirato della gran sfiga. Lo sa-pe-vo.</p>
<p>Cominciamo a fare un bel racconto delle 24 ore tra le più lunghe della mia vita&#8230;</p>
<p>Dunque, di come fosse la situazione climatica ho già adeguatamente parlato nel mio precedente post. Sono pertanto partito domenica 20 dicembre 2009 alle ore 14 da casa mia a Cervia, con direzione Cesena.</p>
<p>Bisogna prima di tutto dire che quando sono uscito di casa le strade, o perlomeno la strada di casa mia, erano completamente ghiacciate: quasi un blocco di ghiaccio unico..tant&#8217;è che per caricare la valigia nel bagagliaio ho dovuto fare un po&#8217; l&#8217;equilibrista, ma senza strappare applausi dal pubblico, troppo infreddolito per essere presente. Così dopo qualche sbandatina alla prima curva (e sbandare quando si va a 15 km/h dice tante cose), siamo (visto che chiaramente non guidavo io) riusciti ad andare su strade un po&#8217; più trafficate e pertanto non ghiacciate. Da qui fino a Cesena è andato tutto abbastanza liscio, tant&#8217;è che ci abbiamo impiegato 35 minuti in luogo dei soliti 25 .</p>
<p>Dunque, arrivato in stazione, ho notato subito che anche lì, proprio come a Cervia il giorno prima, la situazione dei treni era a dir poco tragica: la mia idea era quella di prendere il regionale per Bologna delle 15:09 e arrivare alle 16:21&#8230; e invece mi sono accorto che <strong>tutti </strong>i treni erano almeno in ritardo di mezz&#8217;ora (non mi ricordo e non voglio ricordare se fosse anche di più).</p>
<p>E così, alle 14:41 circa ho preso il treno delle 14:11 che era in ritardo di 30 minuti.. beh, niente male! Fortunatamente il ritardo è stato accumulato solamente alla partenza da Ancona, e non ho trovato rallentamenti nella strada verso Bologna, dove sono arrivato in anticipo nella mia tabella di marcia! In ogni caso, dopo aver notato che a Bologna la neve era effettivamente copiosa, come dicevano i telegiornali e le notizie in giro, ho preso l&#8217;aerobus e mi sono recato all&#8217;aeroporto Marconi, con un po&#8217; meno di 3 ore di anticipo rispetto al decollo.</p>
<p>Qui (sbagliando? <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ) mi sono un po&#8217; rilassato, perché, tenendo sotto controllo la tabella delle partenze, avevo notato che molti voli erano stati sì ritardati, ma non tutti e soprattutto nemmeno un Alitalia.</p>
<p>&#8220;E dai - mi sono detto &#8211; che forse riesco a prendere l&#8217;aereo a Roma senza avere particolari casini&#8221;</p>
<p>E così, dopo aver visto in aeroporto per caso i miei vicini di casa e dopo essermi fatto sottoporre a tutti i controlli d&#8217;uopo, mi sono messo buono buono ad aspettare l&#8217;imbarco, previsto per le 19:05.</p>
<p>Alle 19:05 l&#8217;imbarco non era ancora iniziato, dal momento che l&#8217;aeromobile che avremmo dovuto prendere era in ritardo e c&#8217;erano ancora da sbrigare tutte le pratiche del caso (scaricare i passeggeri, i bagagli, fare rifornimento, eccetera eccetera), ma più minuti passavano senza che iniziasse la procedura d&#8221;imbarco e più la mia agitazione aumentava&#8230; Così fino alle 19:30, caratterizzate dal mio (incredibilmente ottimista) pensiero &#8220;Eh, qua si rischia di fare un pelo ritardo, ma dopotutto a Roma ho ben un&#8217;ora..&#8221;</p>
<p>Dopo un po&#8217; di minuti siamo saliti su quel benedetto aereo Alitalia, ma, quando pensavo di poter tirare un sospiro di sollievo, ecco che Murphy scende in campo e segna un Eurogol clamoroso:  siamo stati almeno mezz&#8217;ora fermi sulla pista con omini che andavano avanti e indietro a controllare che le ali non fossero ghiacciate e fare tutti le altre verifiche del caso.</p>
<p>Non so bene a che ora (avevo spento tutto e cominciato a pregare di arrivare in orario) siamo decollati, so solo che siamo atterrati alle 21:25, proprio mentre era previsto il decollo del secondo aereo, quello verso Salonicco.</p>
<p>Siamo dovuti rimanere dieci minuti buoni nell&#8217;aereo, perché non si può scendere subito quando si può far fare un po&#8217; di ritardo alla gente (ok, non è colpa loro) e, quando finalmente hanno aperto le porte di quel benedetto &#8220;tubo di latta&#8221;, ho iniziato una disperata corsa verso il gate C11 (tra l&#8217;altro cambiato, dato che in origine era il D07, come scritto sulla mia carta di imbarco). Ovviamente eravamo al terminal dei voli nazionali e quello per Salonicco si trovava in quello dei voli internazionali, adiacente. Pertanto mi sono fatto 5 minuti buoni di corsa, e non una corsetta leggera, ma la corsa del ragazzo che non vede la propria morosa da mesi e rischia di perdere l&#8217;aereo suo malgrado.</p>
<p>Arrivo al gate alle 21:30 e mi sento dire &#8220;<strong>L&#8217;imbarco è chiuso</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>COMECOSACOMECOSA?</strong></p>
<p>Ma scusi, non avreste dovuto sapere che saremmo arrivati a minuti?<br />
<em>Ah si, ma mancavano troppe persone e quindi abbiamo deciso di far partire l&#8217;aereo lo stesso.</em><br />
&#8230;<br />
<em>Eh guardi signore, mi dispiace.</em><br />
Non sa a me.. (intanto ero talmente depresso/ incazzato che non avevo la forza neanche di piangere).. ma scusi, per curiosità, da quant&#8217;è che avete imbarcato l&#8217;ultima persona?<br />
<em>Ah, dieci minuti fa è partito l&#8217;ultimo bus per l&#8217;aereomobile, che non si trova qua vicino.</em><br />
&#8230;</p>
<p>Beh, capirete bene quale possa essere la mia reazione a tali notizie. Dopo aver subito chiamato la mia bella (e avendola gettata nella disperazione per qualche minuto), mi sono fatto spiegare un po&#8217; la situazione: ci avrebbero dato un albergo per la notte e avrei dovuto prendere il volo prossimo, alle 9.30 di lunedì 21 dicembre.</p>
<p>La signorina al gate ci dice (perché non sono l&#8217;unico del volo Bologna-Roma che ha dovuto subire questo trattamento) che bisogna andare ad uno sportello, che ovviamente è situato dall&#8217;altra parte dell&#8217;aereoporto. E ovviamente una volta arrivati lì ci dicono che siamo stati male informati in precedenza e che il posto in cui dobbiamo andare si trova un po&#8217; distante (qualcosa del genere, insomma abbiamo camminato per mezz&#8217;ora).</p>
<p>E, arrivati a qualcosa che è possibile definire come &#8220;ufficio riparazione casini Alitalia&#8221;, ho notato che c&#8217;erano tipo 30 persone che non sono riuscite a prendere il mio volo. Io non so quanto fosse grande l&#8217;aereo, ma considerando che erano circa le 22 e che il volo era partito solo mezz&#8217;ora prima, beh, se avesse fatto ritardo di tipo 15 minuti, tutte quelle persone sarebbero riuscite a prendere il volo. (Approssimativamente, perché comunque un po&#8217; di tempo l&#8217;abbiamo perso tutti per capire come dovevamo comportarci).</p>
<p>Fortunatamente ho stretto amicizia con un paio di persone nella mia stessa condizione, Carlotta (una ragazza italo-greca che studia a Bologna) e Giorgios (un musicista greco che studia a Nizza), e così almeno mi sono sentito meno solo e disperso&#8230;</p>
<p>A questo &#8220;ufficio riparazione casini Alitalia&#8221; ci hanno assegnato una stanza all&#8217;Airport Palace, un hotel a 4 stelle a Lido di Ostia, collegato all&#8217;aeroporto tramite la navetta dell&#8217;Hotel. E così, dopo queste peripezie, alle 23:30 poso la mia roba in una stanza singola al 5° piano di questo Hotel. C&#8217;è da dire che comunque il mio bagaglio di stiva è rimasto all&#8217;aereoporto perché se avessi voluto ritirarlo, la mattina dopo avrei anche dovuto ripassare per il check-in bagagli e insomma, sarebbe stata una complicazione ulteriore. Così ero in albergo con nient&#8217;altro che un paio di mutande, la roba elettronica (iPod, cellulari e caricabatterie vali) il regalo di Natale per la mia bella, e i vestiti che indossavo quel giorno. E basta.</p>
<p>Devo comunque sottolineare che io non avevo ancora cenato, dati i casini successi (avevo pianificato di mangiare un boccone intanto che aspettavo il secondo volo, nell&#8217;ora di tempo che avrei avuto a Fiumicino). E qui l&#8217;Alitalia, cioè l&#8217;hotel Airport Palace, mi ha molto sorpreso positivamente. Devo dire che mi aspettavo che la compagnia aerea italiana ci piazzasse in una bettola, invece l&#8217;Hotel era quantomeno decente (4 stelle erano un po&#8217; troppe per la stanza, quindi direi che 3 stelle era più che appropriato), e addirittura alle 23: 30 siamo scesi nel ristorante e abbiamo potuto mangiare (e non era per niente male il pesce che c&#8217;era al buffet!! <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Purtroppo però tutti i miei compagni di viaggio erano greci e quindi parlavano greco fra di loro, e io, unico italiano, non ellenofono, non capivo una benemerita.. beh ci siamo capiti.</p>
<p>Così, un po&#8217; sconsolato, a mezzanotte me ne sono tornato in camera mia, ché non capivo niente e mi sembrava di &#8220;reggere un po&#8217; il moccolo&#8221;, come si suol dire dalle mie parti; se non altro la TV in camera aveva anche alcuni canali Sky. Beh, proprio questa cosa e soprattutto il mio iPod mi hanno salvato, ché io non ho dormito quasi per niente. Sarà che ero agitato/arrabbiato/depresso per quanto successo, sarà che dovevo sapere che alla fine mi sarei dovuto svegliare alle 06:30, ma il sonno non veniva.</p>
<p>E così mi sono ascoltato tutta la discografia dei Sigur Rós. Erano mesi che non accadeva, proprio da quando ho passato una notte in bianco anche qua a Salonicco, mi sono rilassato con il magnifico gruppo islandese. Davvero fantastici, ma non divaghiamo <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dopo aver forse sonnecchiato un paio di ore (non ne sono sicuro, la mia percezione del mio sonno riguardo a quella notte è stata molto vaga e fumosa) mi sono messo a guardare un programma su National Geographic, davvero interessante! Parlava dell&#8217;evoluzione delle armi nella storia dell&#8217;uomo. (È in momenti come questi che mi manca tanto avere Sky, o perlomeno avere qualche canale decente come History Channel, National Geographic, e compagnia bella <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>In ogni caso, alle 06:30 ero di sotto alla reception, dove ho ritirato la mia carta d&#8217;identità, ho fatto una colazione veloce (perché sapevo che le navette per l&#8217;aeroporto di Fiumicino partivano approssimativamente ogni mezz&#8217;ora e io non volevo assolutamente perdere il volo. Piuttosto mi sarei fatto i km che mi separavano dall&#8217;aereoporto di corsa, lo giuro)</p>
<p>Comunque, a quanto sembrava, la sfiga non sembrava decisa a lasciarmi giungere in pace dalla mia bella: questa volta il problema era dato dal fatto che c&#8217;era un sacco di gente che doveva recarsi all&#8217;aeroporto, e così la navetta delle 06:40 era già strapiena. E così, mentre aspettavo nervosamente di sapere come andavano le cose (perché c&#8217;era anche un sacco di traffico da Lido di Ostia a Fiumicino, come se non bastasse) mi sono messo a fare un po&#8217; di chiacchiere con uno di quei ragazzi greci che aveva subito la medesima mia sorte sul volo Bologna &#8211; Roma. Ammetto, con un po&#8217; di vergogna, di non ricordarmi come si chiamasse questo ragazzo, qualcosa come l&#8217;equivalente greco di &#8220;Marcello&#8221;, se non ricordo male. Iin ogni caso mi ha fatto piacere parlarci un pochettino perché ho avuto modo di conoscere anche il suo punto di vista sulla vita (cioè ovviamente solo una minima parte della sua weltanschauung), cioè quello di un tenente dell&#8217;esercito greco di 30 anni, insegnante all&#8217;accademia per ufficiali. Ma questa è un&#8217;altra storia. (che anche a me piacerebbe conoscere, un giorno o l&#8217;altro)</p>
<p>E così l&#8217;ansia di perdere il volo aumentava e io mi sono messo ad aspettare la navetta fuori dall&#8217;hotel, insieme a molte altre persone. Però è giusto ricordare che era il 21 dicembre mattina (toh! il giorno del solstizio d&#8217;inverno <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) e la temperatura a Lido di Ostia era estremamente rigida. Non voglio nemmeno sapere quanto. Ho patito tanto di quel freddo (per mia stupidità poi, perché non c&#8217;e n&#8217;era alcun motivo) che me lo ricorderò per un pezzo.</p>
<p>È arrivata questa benedetta navetta, anzi no ne sono arrivate due (data la copiosità della gente da caricare), e io mi sono infilato sulla prima possibile (ho già detto che non volevo perdere il volo? <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ). Effettivamente il traffico era notevole e l&#8217;autista ha deciso di fare un giro panoramico per portarci all&#8217;aeroporto il prima possibile.<br />
Una volta che siamo stati scaricati al terminal dei voli internazionali, devo dire che è incredibilmente andato tutto liscio. Non c&#8217;era gente al check-in, non c&#8217;era troppa coda al controllo sicurezza, e tutto è filato liscio, fino a quando non ero ad aspettare davanti al gate C11. Sì proprio quello, proprio quello della sera prima. (che amarezza, ancora al pensiero).</p>
<p>Beh insomma, dopo aver aspettato e aspettato e aspettato un po&#8217;, ci dicono che il volo è in ritardo di 40 minuti.</p>
<p><strong>No ma questo ritardo non poteva farlo la sera prima vero? 10 miserabili minuti sarebbero stati più che sufficienti&#8230;</strong></p>
<p>A questo momento io mi sono un pochiiino preoccupato ancora, perché non se ne vedeva la fine.</p>
<p>Però ormai la parte entusiasmante di questo racconto (entusiasmante per chi poi, non si sa), perché in un modo o in un altro è filato tutto liscio.<br />
Ma aspetto con fiducia il ritorno per nuove mirabolanti avventure! <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1655&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Stime errate</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 16:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
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		<category><![CDATA[d300]]></category>
		<category><![CDATA[dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho scoperto di avere una nuova fissa.
Vi ricordate della D300? Beh, si quella macchina fotografica usata che ho acquistato a cui ho abbinato un altrettanto usato 17-55 f/2.8 ? Tutto per la modica cifra di 1700 euro? Beh l&#8217;ho venduta. Cioè la macchina fotografica non ancora, ma ho venduto l&#8217;obbiettivo. E non so, questa cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho scoperto di avere una nuova fissa.</p>
<p>Vi ricordate della D300? Beh, si quella macchina fotografica usata che ho acquistato a cui ho abbinato un altrettanto usato 17-55 f/2.8 ? Tutto per la modica cifra di 1700 euro? Beh l&#8217;ho venduta. Cioè la macchina fotografica non ancora, ma ho venduto l&#8217;obbiettivo. E non so, questa cosa mi ha depresso / messo in ansia per tanto tempo. Perché spendere così tanti soldi e non usare la macchina..è una cosa che fa male.</p>
<p>E così adesso che mi è venuta voglia (forse cavalcando l&#8217;onda delle risate che sa regalare <a href="http://www.youtube.com/user/willwoosh">Willwoosh</a>) di prendere una videocamera Canon HF100 (o simile) e fare dei video (in HD?) da caricare su YouTube. (Che poi bisogna ben vedere, video di che? Sono veramente in grado di fare quel che vorrei fare?)</p>
<p>Sono pieno di idee, di spunti e quant&#8217;altro, ma&#8230; ho paura di infilarmi in un altro miserabile fallimento, come quello della D300.</p>
<p>Ah, comunque, l&#8217;ho venduta perché mi sono accorto che non riuscivo a usarla adeguatamente, soprattutto mi sono scoperto (mio malgrado) meno interessato alla fotografia, meno interessato a diventare un fotografo, meno..fotografo. (che abbondanza di sinonimi <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>E così, sono più dubbioso che mai&#8230; E se anche la prossima volta andrà così? E se anche tutto il resto delle cose che ora mi piacciono andranno così, per diciamo un errore di stima?</p>
<p>Bah. Insicurezza a go-go.</p>
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		<title>Let it snow, let it snow.. ma anche no.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 22:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[holidays]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Decisamente a tema natalizio questa canzone eseguita dal grande Frank..ma di cattivo presagio.
Eh si, perché domani io prendo l&#8217;aereo e me ne vado in Grecia dalla mia bella, per tipo tre settimane (o quasi)..ma non è ancora detta l&#8217;ultima parola, dato che questa notte l&#8217;aereoporto di Bologna era chiuso per maltempo.
Essì, l&#8217;Italia è nella morsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decisamente a tema natalizio <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aQzlJRjXSGY&amp;feature=player_embedded#at=66">questa canzone</a> eseguita dal grande Frank..ma di cattivo presagio.</p>
<p>Eh si, perché domani io prendo l&#8217;aereo e me ne vado in Grecia dalla mia bella, per tipo tre settimane (o quasi)..ma non è ancora detta l&#8217;ultima parola, dato che questa notte l&#8217;aereoporto di Bologna era chiuso per maltempo.<br />
Essì, l&#8217;Italia è nella morsa del gelo e tutto quanto, e qua in (Emilia-)Romagna sembra di essere in Russia. Roba che ieri sera tornato dalla starcraftata natalizia nevischiava e stamattina quando mi sono svegliato ho visto mia madre spalare la neve! E a Bologna è anche peggio, dato che la pista era ghiacciata e questa notte hanno chiuso tutto per &#8220;sghiacciare&#8221; gli aerei..e diciamo che fino a quando non l&#8217;hanno riaperto questa mattina alle 11.15.</p>
<p>E poi, come se non bastasse, i disagi non ci sono solo perché l&#8217;aereo decolli (anche se questo è quello che mi preoccupa maggiormente) da Bologna, ma al capoluogo emiliano ci devo anche arrivare..considerato che questa mattina a Cervia hanno soppresso <strong>tutti </strong>i treni, dopo che avevano un ritardo di oltre due ore.. Beh, l&#8217;ottimismo mi pervade.</p>
<p>In ogni caso mi sa tanto che andrò a Cesena e prenderò un treno che arriverà a Bologna alle 16:21, più <strong>tre</strong> ore prima della partenza dell&#8217;aereo, considerato che poi non ci dovrei mettere un&#8217;esagerazione dalla stazione ad andare in aeroporto con l&#8217;aerobus, beh, ma si vedrà.</p>
<p>Non voglio tirarmela, ma spero che anche a Fiumicino non ci siano problemi. Lì la temperatura dovrebbe essere più umana che qua, ma non sono tranquillo neanche un po&#8217;.</p>
<p>Incrociamo le dita, e basta..non so che dire.</p>
<p>In ogni caso, sento questo post come un momento per tirare le somme di questo 2009, o di questo periodo.<br />
Ps. per chi noterà che ho già ricambiato il tema del blog, ho appurato che l&#8217;altro era molto meno funzionale e questo, nonostante sia &#8220;vecchio&#8221;, è molto meglio sotto tutti i punti di vista.</p>
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		<title>Nuovo tema: Masinop!</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2009/12/15/nuovo-tema-masinop/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 18:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[blogtech]]></category>

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		<description><![CDATA[Gaudeamus igitur. (forse)
Era già da qualche giorno che paciugavo (magari qualcuno se n&#8217;è anche accorto, visto che ho attivato a random temi per vedere come stavano)..e la ricerca di un tema un po&#8217; decente è stata lunga e faticosa (la mia bella ne sa qualcosa, dato che l&#8217;ho stressata tutto un pomeriggio)
Credo di aver vagliato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gaude<strong>a</strong>mus igitur. </em>(forse)</p>
<p>Era già da qualche giorno che paciugavo (magari qualcuno se n&#8217;è anche accorto, visto che ho attivato a random temi per vedere come stavano)..e la ricerca di un tema un po&#8217; decente è stata lunga e faticosa (la mia bella ne sa qualcosa, dato che l&#8217;ho stressata tutto un pomeriggio)</p>
<p>Credo di aver vagliato qualcosa come un migliaio di temi.</p>
<p>E sono abbastanza soddisfatto del risultato. Questo tema (oltre ad essere gratis, che male non fa) è molto pulito e moderno, e mette in risalto più il testo dei fronzoli.</p>
<p>Non che l&#8217;altro mi dispiacesse, ma è da sempre che avevo quel tema. Poi magari lo rimetto fra due giorni, però voglio provare com&#8217;è avendo qualcosa di diverso.</p>
<p>Ero un po&#8217; incerto se cambiarlo subito o dopo le vacanze, dato che non so quanto tempo avrò di postare quando sarò a Salonicco, ma anche dopo la situazione non cambia, e allora tanto vale fare le cose!</p>
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		<title>Trucco</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2009/12/14/trucco/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[me]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera parlavo con la mia bella, ed è venuta fuori una cosa un po&#8217; scioccante.
Che io non mi ero mai fermato a riflettere, ma devo avere una qualche fobia per il trucco, cioè intendo dire che le donne che si truccano non è che mi facciano paura, ma provo un un po&#8217; di disagio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera parlavo con la mia bella, ed è venuta fuori una cosa un po&#8217; scioccante.</p>
<p>Che io non mi ero mai fermato a riflettere, ma devo avere una qualche fobia per il trucco, cioè intendo dire che le donne che si truccano non è che mi facciano paura, ma provo un un po&#8217; di disagio. Non so davvero perché, o forse sì, ma è una storia molto molto lunga&#8230;</p>
<p>È una storia di almeno una decina di anni fa, quando andavo ancora alle scuole elementari, quando ancora i compleanni si festeggiavano all&#8217;oratorio. Beh, una di queste volte, mia mamma insieme alle mamme dei miei compagni di scuola si misero d&#8217;accordo per fare una specie di recita, cioè si vestirono tutte da suore (appropriato in un oratorio <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) e mimarono una canzone di sister act. Beh insomma, appena vidi mia madre truccata (lei, che io non ho mai visto truccata in tutta la mia esistenza), cioè con un po&#8217; di rossetto, beh mi è preso talmente male che sono scappato via piangendo..come un bambino.</p>
<p>Sinceramente mi viene ancora un po&#8217; il magone se penso a quella volta lì, se penso alla mia povera mamma che l&#8217;ha fatto per farmi piacere e invece mi ha visto scappare via in lacrime come se mi fosse morto il gatto&#8230;</p>
<p>Vabbé insomma, forse questo sarà stato  l&#8217;inizio di tutto quanto, ma io ora faccio un po&#8217; fatica a interagire con le persone che si truccano. Ormai con l&#8217;abitudine sono arrivato a tollerare un po&#8217; di matita per gli occhi, ma già il rossetto mi fa andare in BSOD. No no, anche di più. È una sensazione strana, che non ho mai provato a esprimere a parole (perciò spero che i miei due-tre lettori mi scusino se non riesco a essere sufficientemente chiaro), ma che consiste circa nel sentire le persone &#8220;sporche&#8221;.</p>
<p>No, non rende sufficiente giustizia nemmeno questa affermazione. Non è che io quando vedo una ragazza molto truccata mi volti dall&#8217;altra parte, ma in qualche modo cerco di rendere il contatto con la parte truccata minore possibile. Sia anche esso visivo. Insomma, disagio è la parola corretta.</p>
<p>Non credo che questa sia una reazione normale, ma non so bene cosa farci.</p>
<p><small>Quando uno è fallato, è fallato..</small></p>
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		<title>The gift of giving</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2009/12/11/the-gift-of-giving/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 18:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[me]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Natale si appropinqua, e fin qua nessun dubbio. Che io scriva post pieni di ovvietà è altrettanto sicuro, però, con un po&#8217; di fortuna, questo sarà un post scritto un po&#8217; meglio dei precedenti. Faccio ammenda: sono sempre più distratto e sbrigativo!
Ciononostante voglio, devo, sento il bisogno di scrivere un post un po&#8217; a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Natale si appropinqua, e fin qua nessun dubbio. Che io scriva post pieni di ovvietà è altrettanto sicuro, però, con un po&#8217; di fortuna, questo sarà un post scritto un po&#8217; meglio dei precedenti. Faccio ammenda: sono sempre più distratto e sbrigativo!</p>
<p>Ciononostante voglio, devo, sento il bisogno di scrivere un post un po&#8217; a tema.</p>
<p>Tutte le volte che si avvicina questo periodo carico di eventi (in primis gli esami, le feste, quest&#8217;anno vado in Grecia), sarà che mi sono già dimenticato dell&#8217;anno precedente, sarà che sono contagiato da un morbo comune, ma mi tocca scrivere un post un po&#8217; gioioso.</p>
<p>Ma questa volta, proprio questa volta, a differenza degli anni scorsi, ho deciso di prendermi un po&#8217; di tempo lontano dal mio caro e consueto pc (che sta ormai tirando le cuoia), un po&#8217; di tempo per girare per le vie di Ferrara per così dire, &#8220;principali&#8221; (in termini di shopping). Beh, camminare (anche se da solo, essendo la mia bella assai lontana) fra la gente tutta ben vestita (non nel senso di eleganza, ma piuttosto in quanto a temperatura) su una strada rischiarata a giorno dalle luci natalizie (ah! che spreco!), con la temperatura di certo non polare, ma ben lontana dalla padana afa agostana (che pessima rima!), beh, mi rilassa decisamente.</p>
<p>COMECOSACOME? &#8220;Io&#8221;, &#8220;shopping&#8221;, &#8220;relax&#8221; nella stessa frase? Ebbene sì. Se un po&#8217; di tempo fa mi avessero fatto leggere questo post, beh, avrei giurato che io mai e poi mai sarei stato capace (mio malgrado) di diventare così. (ok, mi sento un po&#8217; un ex caso-umano, ma fa lo stesso)</p>
<p>In ogni caso, ammetto di non essere cambiato fino al midollo rispetto a quando &#8220;GIAMMAI uscire di casa per fare spese!&#8221; perché io non vado a fare shopping *per me* da una vita. Ma a questo porrò rimedio nella mia sosta macedone (forse <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Ho scoperto che mi rilassa un sacco andare in giro per negozi per scovare i regali da fare ad amici e parenti (decisamente più i primi dei secondi). Sono estremamente contento quando vado in un negozio e lo spulcio con fare meticoloso (quando si tratta di acquisti, ah! sono una fredda macchina calcolatrice!) alla ricerca di un qualcosa da poter dare alla persona una volta accuratamente impacchettato e corredato di adeguato biglietto. Che poi il regalo in sé significa niente, ma mi fa star bene il pensiero di farlo, mi fa star bene il fatto di essere in giro apposta per quel motivo. Mi sento un po&#8217; buono insomma.</p>
<p>E così apprezzo il <em>gift</em> di quest&#8217;anno, quello della felicità anche sotto questo aspetto.</p>
<p>(<small>Sì, alla prossima mi sentirete urlare &#8220;HO-HO-HO!&#8221; <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' /> </small>)</p>
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		<title>Risveglio contadino</title>
		<link>http://blog.andvari.it/2009/11/27/risveglio-contadino/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Helios</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri in libertà]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non ha prezzo alzarsi alle 8 e, dopo essermi accuratamente vestito, aprire la porta della camera da letto ed rimanere storditi dall&#8217;odore dei peperoni e delle melanzane sul fornello.
Proprio come un bel cazzottone.
E fare colazione con latte e ciambella proprio a 1 metro da suddette pietanze in cottura, beh aggiunge quel pizzico di &#8220;brivido&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché non ha prezzo alzarsi alle 8 e, dopo essermi accuratamente vestito, aprire la porta della camera da letto ed rimanere storditi dall&#8217;odore dei peperoni e delle melanzane sul fornello.</p>
<p>Proprio come un bel cazzottone.</p>
<p>E fare colazione con latte e ciambella proprio a 1 metro da suddette pietanze in cottura, beh aggiunge quel pizzico di &#8220;brivido&#8221; (ma anche no) alla faccenda.</p>
<p>No dai, che poi sembra che mi lamento che la mamma del mio coinquilino è venuta a trovarci per qualche giorno. Che da quando c&#8217;è lei in casa sembra più una casa (finalmente non sono io l&#8217;unico a pulire! <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Beh vabbé, alla fine un po&#8217; di aroma di peperone (che detesto) mi sta bene <img src='http://blog.andvari.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://blog.andvari.it/?ak_action=api_record_view&id=1634&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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