Posts Tagged “filosofia”

Il 28 febbraio è un giorno funesto. L’anno scorso Francesca, oggi devo scrivere un post a ricordo della professoressa Paola Brunelli, colta da un infarto ieri sera.

È superfluo dire quanto mi dispiaccia per la scomparsa della mia “vecchia” cara prof di filosofia.

Fu lei a regalarmi 4 giorni bellissimi, di cui ho parlato in Back / CPdV Atto 0,Un approccio atipico / CPdV Atto IHaikuCanti africani (Djolé) / CPdV Atto II.

Ma, cosa più importante, lei mi ha insegnato tanto della vita, nei due anni in cui è stata mia prof di filosofia.
E ora sento il dovere di restituirle ancora qualcosa, e non posso fare altro che ricordare com’era.

Di persone così ne ho conosciute poche, si contano sulla punta delle dita, e proprio per questo mi è estremamente difficile (all’inizio di questo post credevo che sarei riuscito a esprimermi con più facilità) trovare le parole adatte, per riuscire davvero a trasformare il concetto in parola.

Volendo trovare un’espressione che approssimi il più possibile quanto io ho carpito della sua weltanschauung (( visione del mondo )) è:

Paola era semplice, e guardava alle cose con semplicità. E ci teneva davvero

Ma a cosa teneva esattamente? Teneva a tutti quei valori della vita che sono andati ormai persi nel dimenticatoio della frenesia quotidiana, apprezzava quel poco di mistero che anche le cose più semplici sanno dare. E riusciva a “spremere” la vita quanto più poteva.

Ovviamente, prima di tutto, era un’insegnante. Ma anche in questo aspetto si distaccava completamente da tutti i suoi colleghi. Da una parte, di filosofia (sarà stata per poca mia predisposizione allo studio di idee che non convidido minimamente) ho sempre capito ben poco, dall’altra, credo che fosse una fra i pochi professori che io abbia mai avuto, che si interessava davvero allo studente, per volerlo davvero preparare alla vita. Sì, la filosofia è importante, ma è altrettanto importante sapere stare al mondo.

E qua, vista la mia difficoltà a fare una descrizione, racconterò una breve immagine, che può riassumere tutto quello che so di lei.

Immaginatevi di essere in montagna (supponiamo a 1000 metri d’altezza). Siete in una casa, isolata da tutto e da tutti. Non si vede alcun altro segno della presenza umana. Pensate ora di fare una passeggiata nel bosco, pensate di guadare un fiume, pensate di camminare per sentieri inesplorati. Ora, fermatevi. Fermatevi in silenzio e ascoltate. Ascoltate la natura, ascoltate le cose. Ascoltate il sussurrio del vento fra le fronde, immaginatevi il fresco ruscello che serpeggia fra le rocce tonde. Sentite la gioia colmarvi il cuore, perché sentite di avere un rapporto speciale con la natura. Sentite davvero di essere in quel posto, perché era necessario che voi foste in quel posto. Perché la vita è così.

Sipario.

Pensate ora di essere attorno ad un tavolo. Pensate di chiacchierare amabilmente con i vostri commensali. Pensate di star parlando di cose che non avete mai detto. Pensate di interrogarvi sul significato della vita, dell’universo e di tutto quanto, senza scadere in risposte banali. Pensate di rispondere alle domande che vi vengono fatte con la testa, ma soprattutto con il cuore.

Detto questo, ricordo i pensieri di Paola come essere poco scientifici. “Sentire le cose” non ha spazio in una visione del mondo come quella attuale. Eppure anche io sento che vi appartengo. Pure io, con un diploma scientifico, studente di matematica (la regina e la più rigorosa delle scienze), in qualche strano modo, sento di poter entrare in sintonia con l’ambiente, sento di poter capirla, anche rispetto a tutte le altre cose di cui mi parlava.

Qua si sconfina nell’emozione, chiaramente, e non è mia intenzione fare un trattato sulla natura dell’interiorità; voglio solo ricordare di come Paola mi abbia fatto scoprire e apprezzare alcuni lati di questa.

Perché se ora mi fermo, e mi interrogo sul significato (Nota bene, non sul principio causa-effetto!), ma sul vero e proprio significato delle cose per me, io lo devo a Paola.

Anzi, lo devo alla Bob.

Si chiamava Paola Brunelli, eppure era conosciuta come Bob, da tutti quanti. Il perché lo so bene: aveva delle idee così singolari (il rapporto con la natura, la semplicità delle cose, la ricerca delle origini (i mestieri degli antenati, ad es.)) facevano credere alla maggior parte delle persone che si fumava delle gran canne. Da cui il nomignolo Bob, in onore del più celebre Marley.

Una volta disse di essere vetero-comunista, e riguardando a tutto ciò che mi ha insegnato, comprendo bene. Era sempre per la partecipazione collettiva, era sempre per il dialogo e la discussione (interrogazioni?! erano più comitati in cui si discuteva di questo e quell’altro). Ricordo ancora quella volta in cui disse: “chi è ateo esca dalla classe”. Al che rimasi abbastanza perplesso, ma poi capii. Mentre io e un manipolo di miei pari ci recavamo all’esterno dell’aula, spiegò ai rimanenti le loro intenzioni: dovevano giustificare la loro posizione. Venne fuori dall’aula, dove l’aspettavamo e spiegò a noi di fare lo stesso. Dopo un quarto d’ora di dibattito interno dei due “comitati”, ci fece ritornare in classe e diede inizio al dibattito, in cui ognuno di noi (uno per volta, idealmente) sosteneva la sua tesi e argomentava. Chiaramente l’argomento della lezione era qualcosa inerente alla visione di Dio di un qualche filosofo (Spinoza, forse? Onestamente non ricordo).

Aveva una sessantina d’anni, e forse viveva un po’ nel passato. Perché tutte queste cose che lei apprezzava, non hanno posto in questo mondo in cui, come ho detto prima, tutto è vissuto in maniera frenetica. Me la immagino bene, sessantottina, a combattere per il futuro, e restare poi delusa del futuro. E l’ultima volta che l’ho vista, l’ho notata bene questa amarezza.

Aveva infatti una visione dei rapporti, ormai praticamente impossibile: il dialogo, puro, come mezzo di comprensione totale dell’altro. Lo sforzarsi di capire, il mettersi in gioco per poter capire. Sono idee e concetti che li devo praticamente solo a lei.

Una volta mi rivelò che aveva un sogno: una volta andata in pensione voleva aprire una scuola tutta sua, a suo modo. Una scuola in cui i bambini partecipassero con i genitori e si instaurasse un rapporto simbiotico, un po’ sull’onda del arcaico modello “mentore-allievo”. Questo sogno, non si potrà più avverare, ma lo ricorderò per sempre.

Confesso di avere avuto un’idea, qualche settimana fa. La ammiravo così tanto per le sue esperienze che avrei voluto chiederle di raccontarmi la storia della sua vita. E mi sarebbe piaciuto scriverla su carta, perché ero sicuro che sarebbe stata in grado di raccontarmene delle belle, sarebbe stata in grado di insegnarmi molto.

Voglio ricordarla anche con una breve citazione dall’unica opera filosofica che io abbia mai letto completamente: la fine dell’Apologia di Socrate.

Ebbene, anche voi, o giudici, bisogna che abbiate buone speranze davanti alla morte, e dovete pensare che una cosa è vera in modo particolare: che ad un uomo buono non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Le cose che lo riguardano non vengono trascurate dagli dèi.

E anche le cose che ora mi riguardano non sono successe per caso; ma per me è evidente questo, che ormai morire e liberarmi degli affanni era meglio per me.

Per questo motivo il segno divino non mi ha mai deviato dalla via seguita.

Perciò io non ho un grande rancore contro coloro che hanno votato per la mia condanna, né contro i miei accusatori, anche se mi hanno condannato e mi hanno accusato non certo con tale proposito bensì nella convinzione di farmi del male. E in ciò meritano biasimo.

Però io vi prego proprio di questo. Quando i miei figli saranno diventati adulti, puniteli, o cittadini, procurando a loro quegli stessi dolori che io ho procurato a voi, se vi sembreranno prendersi cura delle ricchezze o di qualche altra cosa prima che della virtù.

E se si daranno arie di valere qualche cosa, mentre non valgono nulla, rimproverateli così come io ho rimproverato voi, perché non si danno cura di ciò di cui dovrebbero darsi cura, e perché credono di valere qualche cosa, mentre in realtà non valgono niente.

Se farete questo, avrò ricevuto da voi quello che è giusto: io e i miei figli.

Ma è ormai venuta l’ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere.

Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.

So che sei ritornata alla terra, so che ti sei ricongiunta con i tuoi avi e con le persone a te care ma da tempo perse. Se non spiritualmente, almeno materialmente. Ritornerai a far parte della terra, e sarai pronta a far nascere nuova vita da te. E so già che anche se guarderai il mondo dalla parte delle radici delle piante, vedrai un mondo bellissimo.

Addio Paola, o meglio, arrivederci Bob. Ti penserò spesso.

Update: Ho creato un gruppo su Facebook per ricordarla, con alcune foto…

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Ebbene sì, ormai sono un ex-liceale. Per quelli che pensano “Ma non sai ancora i risultati!” dico che anche senza orale avevo comunque 60, tiè!

Partendo da questo presupposto, 19 crediti del triennio + 41 delle tre prove scritte = 60 (la sufficienza), non ero troppo agitato. Male che vada un bel punteggio l’avrei comunque ottenuto!

Dunque, sono entrato alle 12 e qualcosa e, visto che avevo messo nella chiavetta alcuni filmati sulla superfluidità da far vedere ai professori e il computer era da accendere e aspettare, ho passato una buona decina di minuti a conversare liberamente con i commissari esterni, nonché il presidente di commissione, sul mio futuro e sulla mia attività di contributore e amministratore di Wikipedia. Ci vuole classe, lo ammetto. :lol:

Non appena sistemato il computer, ho cominciato a dire la mia tesina, è stat qualcosa del genere (la ripeto perché ormai la so a memoria)

Nella mia relazione parlerò di come la rivoluzione russa abbia portato all’instaurazione di un regime totalitario, per poi analizzare i collegamenti con animal farm di george orwell e la sua poetica realista e molto attenta alle classi più povere, per poi analizzare la biografia e il contributo alla fisica da parte di Lev Landau, un premio nobel per la sua ricerca sulla superfluidità dell’elio.
Innanzitutto bisogna premettere che la rivoluzione russa è stato un evento che ha influenzato profondamente il XX secolo in quanto si tratta della prima messa in opera della teoria di Marx ed Engels del 1848 nel “Manifesto del partito comunista”, non elencherò le fasi della rivoluzione per mancanza di tempo ma mi soffermerò sui fatti successivi. La rivoluzione avvenne nel 1917, un anno molto importante perché ricordiamo che la Russia era in guerra a fianco dell’Intesa e proprio questo stato di belligeranza è fondamentale, secondo le parole dello stesso Lenin. Dopo la salita al potere di quest’ultimo…

Basta che non mi va di ripetere per l’ennesima volta la tesina :P

Si passa alle domande:

Italiano: Il rapporto fra gli intellettuali e il regime fascista. Poiché quest’argomento non è stato affrontato durante l’anno, ho cercato di barcamenarmi (spiegando la situazione alla professoressa) dicendo qualcosa su Ungaretti, anche se non sono stato propriamente brillante. Ma questa domanda è stata totalmente altro da ciò che mi aspettavo.

Latino: il rapporto con i potenti: Tacito. E qui, fortunatamente, mi ero preparato l’argomento, e così ho parlato dell’Agricola, di quest’opera mista, del nunc demum redit animus, e della sua critica a Domiziano.

Storia: La guerra di Spagna intesa come prologo della Seconda Guerra Mondiale, la contrapposizione dell’ideologia sinistra-destra (brigate internazionali e falangisti). Il patto Molotov – Von Ribbentropp e l’operazione Barbarossa, come Stalin si trova a fronteggiare Hitler.

Filosofia: La dittatura del proletariato. Qua l’unica sbavatura consistente, in quanto ho avuto un momento di sbandamento quando mi sono dimenticato della crisi di sovrapproduzione del capitalismo. Pazienza

Arte: Due parole veloci su Guernica e Picasso, ho citato un altro grande cubista Braque. Tutto qua? :-O

Scienze: Differenza fra erusione effusiva ed esplosiva, descrizione dell’eruzione pliniana (o idromagmatica, come preferite) e della differenza fra i vulcani ai margini delle zolle e quelli situati nei punti caldi, come le Hawaii.

Fisica: Due parole veloci sulla relatività e sulla prova che la teoria di Einstein è valida.

Matematica: La definizione di integrale. Mi sono un po’ barcamenato tirando in ballo il teorema fondamentale del calcolo integrale.

Inglese: Orwell in generale. Non era in programma ma sono riuscito a fare un figurone comunque, perché sono stato l’unico che è stato interrogato su qualcosa completamente al di fuori di ciò che era stato spiegato in classe.

E ora sono un ex-liceale. Un vacanziero. Un disoccupato. Uno che vive la giornata, insomma. E non si sta male, anche se non ho pienamente realizzato ancora. Domani sarà già meglio!

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E oggi c’è stata la prova conclusiva, per quanto riguarda gli scritti, dell’esame di maturità.

Innanzitutto c’è stata un po’ di disinformazione da parte dei telegiornali che hanno etichettato la terza prova come quiz. Quiz un cazzo visto che ho dovuto fare 4 trattazioni 4 di 20 righe ciascuna. E scusate se è poco.

Comunque la prova si è articolata nel modo seguente:

  • Storia: Cause, caratteristiche e conseguenze della Grande Guerra. – Scrivere in 20 righe tutto ciò è assolutamente un’impresa ardua, perché se devi fare un discorso un po’ decente, e dire un po’ di cose se ne potrebbero scrivere tranquillamente 40 di righe.
  • Arte: i macchiaioli (c’erano un quadro di Lega e uno di Fattori) – È stata la prova che è andata peggio (tra l’altro stamattina volevo ripassare Fattori ma non ho potuto perché non ho trovato il riassunto) perché è difficile scrivere 20 righe, e così mi sono messo un po’ a descrivere le opere. Però nel complesso non penso di essere andato male
  • Scienze: L’evoluzione di una stella con una massa di decine di volte quella solare, dalla nascita alla “vecchiaia” – Questa è stata la prova che è andata meglio, perché sono riuscito a scrivere bene e tante informazioni precise (anche cose extra come i Globuli di Bok e la deformazione spazio-temporale dei buchi neri) e anzi ho dovuto scrivere piccolo piccolo per starci
  • Inglese: La conclusione del primo atto di “Waiting for Godot” di Beckett – Premettendo che la prova di inglese era quella che mi spaventava di meno, si è rivelata invece la peggiore, perché quest’opera del “Teatro dell’Assurdo” mi fa veramente schifo. Però col fatto che in inglese me la cavicchio sono riuscito a cavare qualcosa dal buco, anche perché fortunatamente mi ricordavo alcuni dei temi.

Complessivamente pertanto non mi lamento, soprattutto perché, se ci fosse stata filosofia, molto probabilmente non avrei saputo cosa scrivere e la media (che poi decreta il voto della 3ª prova) sarebbe calata vistosamente.

Qui studio a voi stadio (ah no che di stadi oggi non si può parlare, ma forza Russia!)

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Oggi ho fatto un gesto che ha un po’ di coraggioso e molto di incosciente.

Ho preso il telefono e (dopo aver ottenuto il numero da suo figlio tramite vie traverse :lol: ) ho telefonato alla prof di inglese per chiederle le materie che ci saranno nella 3ª prova di lunedì.

Picche. Ha risposto che non può dirmi niente, perché non si può, no no no. Cazzo, io ci speravo. E non solo io, tutti i miei compagni di classe speravano in me per poter ottenere qualche informazione.

Suvvia solo sapere le materie della terza prova, mica le domande che ci saranno, come al classico! (Rosico un bel po’)

Comunque la previsione dovrebbe essere la seguente (tra parentesi i probabili argomenti)

  • Arte: (Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Henri de Toulouse-Lautrec, Giovanni Segantini, Pablo Picasso, Renato Guttuso)
  • Scienze (praticamente tutto, io però punterei su: Tettonica a zolle, vulcanesimo, terremoti)
  • Filosofia (spero non Hegel, Marx sarebbe l’ideale)
  • Inglese (dovrebbe essere dal modernismo in poi: Eliot, Joyce, Beckett, Kerouac, Pop (Liverpool) poetry)

E in culo alla balena.

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Come da titolo, la mia tesina.

Questa l’introduzione (che è praticamente tutta la parte scritta):

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