Io e L. (il mio fido compagno matematicoso cervese) siamo sicuri che la sfiga domini i venerdì.
Prima è toccato a lui (preferisco soprassedere visto che non sono fatti miei), e oggi è toccato a entrambi.
Questa settimana ero salito a Ferrara con la mia macchina, così da essere libero di uscire la sera se avessi voluto (cioè non sarei stato costretto ad andare in bicicletta, poco comoda per andare fuori città).
Beh insomma, come mi pareva ovvio (il buon Murphy veglia sempre) questa settimana non ho adoperato nemmeno una volta la mia Punto. Evabbé, capita.
Tra l’altro questa era una settimana di una particolarità unica, dato che my father è stato operato proprio stamattina, e quindi volevo/era il caso di/dovevo andarlo a trovare. Allora io e L., finite le ore di geometria (sia benedetta l’Ale!), abbiamo pranzato con calma (evviva la Cri!) e siamo tornati con altrettanta calma alla mia casetta, pronti per tornare a casa. Giusto per la cronaca notiamo che siamo arrivati verso le 14.10 a casa.
Carichiamo la macchina, tutto è pronto..tranne la macchina, che è letteralmente morta. Giro le chiavi sul cruscotto, niente. Morta, defunta, kaputt! E il treno delle 14.15 è perso, giusto per la cronaca. Il successivo è alle 16.15.
E ovviamente (Murphy mica sistema le cose a caso!) non c’erano i miei coinquilini per darmi una mano (magari avevano i cavi nella loro macchina). Stupendo.
Su su per le scale! Dove sono le pagine gialle? Ah eccole! Dunque..Elettrodomestici, elettronica, elettrauto! C’è qua in zona? Oh sì in via Foro Boario, dai che è a 5 minuti in bici. Pronto? Sì salve sono rimasto a piedi con la macchina. Siete aperti? Ah bene fra 10 minuti. Ottimo arrivo subito.
Arrivo dall’elettrauto Righetti e spiego che è successo. Tocca aspettare il collega del tipo. Aspetta aspetta e si fanno le 15. Oh, è arrivato! Lascio la bici qua? Sì va bene salgo con lei.
Attacca la macchina all’apparecchio nel retro della sua panda rosso fiammante (3-4 lustri fa) e riesco a mettere in moto la mia punto. Mollo un pelo il gas e la macchina si spegne. Come? devo dare del gran gas perché la batteria è proprio a 0? Ok. Diamo sto gran gas. Vado davanti io così se mi si spegne mentre vado lei è dietro. Oh bene la macchina riesce a non spegnersi. Eccoci dall’elettrauto.
Come lasciare la macchina qua e ci risentiamo stasera? Io devo andare a casa che poi devo andare a trovare mio padre all’ospedale!! Ah va bene, proviamo a caricare un paio di ore la batteria, giusto per vedere se si riesce a mettere in moto la macchina, che tanto poi devo fare 100 km tornando a casa e l’alternatore farà il suo lavoro, speriamo.
Eh beh, insomma. Questa è più o meno la storia. Giusto perché dovevo essere a casa alle 16.30 massimo, sono arrivato alle 18.30. L’ospedale di Forlì (Vecchiazzano) è abbastanza lontano e ci metto 45 minuti ad arrivare, e l’orario delle visite teoricamente finisce alle 20.
Meno male che mi hanno lasciato dentro fino alle 20.30. Meno male, che sennò mi ero già fatto mentalmente la scaletta degli improperi da dire, e se ne sarebbero sentite delle belle.
E il gesto dell’ombrello a Murphy. tiè (giusto perché sono temerario, la giornata non è ancora finita)
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