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Ieri sera ho visto il primo concerto della mia vita, ed era di jónsi, il cantante dei Sigur Rós.

Ed è stato semplicemente stupendo. Non so come definirlo con altre parole.

Allora, prima di tutto c’è da dire che sono stato MOLTO fortunato: essendo un grande fan del gruppo islandese, mi sarebbe piaciuto essere andato a qualche loro concerto già da tempo. Ma, per un motivo o per un altro, non ho mai potuto.

Nell’estate del 2006 (il giorno della finale!) erano a Ferrara, ma io non potevo andarci perché ero stato reclutato dal parentado (e infatti mi sono pure perso i festeggiamenti mondiali :( ), nel 2008, a Firenze, non potevo organizzarmi perché non sapevo le date dell’orale con molto anticipo (l’ho fatto il giorno prima, alla fine). Quest’anno, a Ferrara, la città dove studio, non potevo proprio mancare!

E infatti sono stato fortunatissimo che jónsi abbia tenuto 3 concerti in Italia: Milano, Roma e.. Ferrara! Ringrazio chiunque sia che l’abbia portato qua, sia con i sigur che da solista. Grazie, grazie, grazie!

Il fatto di avere la casa qua mi ha permesso di essere organizzato con una notevole efficienza, e così alle 19:00 ero già alla volta di piazza castello, con la mail di prenotazione del biglietto nello zaino (con solo 0.5L di acqua, che furbo che sono -_-’ ). Ritiro molto velocemente il biglietto e vado al Mc Donald’s per prendere la cena, e mi rimetto in coda.

Sono stato anche fortunato perché c’era pochissima gente in fila. E così, dopo aver aspettato parecchio tempo (eh, la gente era poca perché era strapresto, come si dice da queste parti, maiàl!) ed avere sentito un po’ di storie di persone a caso (origliato è il termine più corretto), hanno finalmente aperto i cancelli. Alle ore 19:45.

Arrivato nei pressi del palco ho potuto constatare che ero in seconda o terza fila (e quelli davanti a me erano tendenzialmente di altezza inferiore alla mia, quindi visuale libera). A 5 metri dal microfono dove si sarebbe esibito jónsi.

La faccio corta dicendo che nell’attesa mi sono letto un capitolo de “I figli di Dune”, il terzo libro del ciclo di Frank Herbert.

All’apertura del concerto c’era un cantautore italiano, The Niro. Non lo conoscevo, ma appena ha cantato “Liar” mi ha subito ricordato qualcosa. Poi, live (cioè durante il concerto), ho controllato la sua biografia con il mio androidfonino e ho visto che sta cominciando a fare strada. Beh, non è malaccio, mi ha favorevolmente impressionato. Soprattutto è stato carino quando, dopo che ha finito le sue canzoni ha detto: “Ok, adesso vengo anch’io di là per il concerto di jónsi, che mi piace troppo..”.

E alle 20:45 è salito jónsi sul palco, per il main event.

Semplicemente stupendo.

Il tutto è iniziato con un paio di canzoni fuori programma (che infatti non ho capito e neppure troppo apprezzato, in tutta sincerità) e poi ha attaccato con i pezzi del suo ultimo (e primo) album, Go Do.

Kolniður è stato uno dei primi pezzi, ed è uno dei miei preferiti. Insieme ad animal arithmetic, e a tutti gli altri, è stato, (mi tocca ripetermi) semplicemente stupendo.

Voglio qua fare due apprezzamenti, prima di tutto ai musicisti che hanno suonato con jónsi. Conoscevo di vista solo Alex Somers, il suo ragazzo, tipo bassettino con i capelli beatlesiani e un naso importante. Ma è stato fantastico perché ad ogni canzone tutti cambiavano strumento. Xilofono, organetto, pianoforte, altro organetto, altro pianoforte, un paio di batterie diverse. Ecco, a proposito del batterista, Thorvaldur Thór Thorvaldsson1:

Mi ha semplicemente esaltato!

A parte che ero a 5m da loro che suonavano e quindi la batteria anche fin troppo udibile (quando menava sulla grancassa, oltre a tremarmi i polmoni anche i neuroni sobbalzavano :lol: ) . Il batterista è stato un grande: suonava benissimo e con una vitalità che si addiceva perfettamente all’atmosfera. Solo il guardarlo esibirsi mi caricava a molla! (e avevo male alle mani da quanto si applaudiva!)

L’altro mio apprezzamento va alla gente della community sigurros.it, che per ieri sera si erano organizzati davvero bene. Si erano vestiti con un “kit” a mo’ dell’abbigliamento di jónsi, e avevano sorprese (di cui io sapevo, essendo abbonato alla newsletter del sito) in serbo per lui durante il concerto: verso la fine, infatti, quando jónsi cantava una canzone molto introspettiva, con luci soffuse, quei ragazzi hanno tirato fuori i bastoncini che, una volta accesi, fanno scintille.. e li hanno accesi tutti contemporaneamente e, essendo tutti in prima fila, la coreografia risultante è stata ottima. Inoltre, a fine concerto, dopo che jónsi si era esibito anche con il cappello impiumato da capo indiano,  e quando tutti i musicisti erano sul bordo del palco per salutare il pubblico, questi tizi avevano i tubetti che sparano coriandoli e stelle filanti e hanno semplicemente “inondato” i performers islandesi.

Tutto questo è stato sublime. Bravi, bravi e bravi.

Non vedo l’ora di rivivere un’esperienza del genere, davvero.

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  1. che significa letteralmente: Thorvaldur Thor figlio di Thorvaldur, non oso immaginare il nome di una sua eventuale sorella []

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Il 28 novembre suonano al Bronson a Ravenna. Gran bazza, io ci vado! :)

Chi viene? :P

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È venerdì sera, ormai sono le 21.10. Chiudo la porta a chiave e inforco una bicicletta.

La mia destinazione? Il centro a Milano Marittima, poche centinaia di m.

Pedalata dopo pedalata sento la musica diventare più forte. Sento il ritmo, e il mio corpo che inconsciamente cerca di seguirlo.

Passo davanti all’Hype Café, allo Zouk Santana, al Caino. Davanti a mille persone ben abbronzate: gli uomini ben vestiti, perlopiù camicie, e le donne ben svestite e ben truccate.

Caspita.

Vedo i negozi di griffe aperti, vedo il turista disposto a spendere, vedo il giovane in cerca di una sbronza, vedo chi si devasterà ballando tutta la notte.

E io? Io tiro dritto che alla Stella Maris, la chiesa1 dove andavo qualche anno fa c’è un concerto di organo e arpa. Quella si è che musica, non come tutto il resto.

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  1. Sì lo so può sembrare sconvolgente che io sia entrato ancora una volta in chiesa [Non ero SSSSSSatana??], ma per me ieri sera erano solo 4 mura [roventi] []

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Non so che periodo sia questo, se ad ogni canzone che ascolto mi immedesimo nel testo. (Ok lo ammetto, non proprio tutte. Nelle canzoni vichinghe degli Amon Amarth mi riesce difficile :lol: )

Come up to meet you, tell you I’m sorry,
You don’t know how lovely you are.
I had to find you, tell you I need you,
Tell you I set you apart.

Ora è il turno dei Coldplay, che ho accantonato per moltissimo tempo. Un paio di anni fa sono andato avanti dei mesi ad ascoltare praticamente solo loro, e la mia classifica generale su Last.fm ne è la prova. Poi, boh, basta. Ho deciso che avrei smesso. Sinceramente non so bene perché, dato che le canzoni che mi piacevano allora continuano a essere carine et orecchiabili. Boh.

Tell me your secrets and ask me your questions,
Oh, lets go back to the start.
Running in circles, coming in tales,
Heads are a science apart.

Suppongo sia stato una specie di shock derivante dall’uscita di “Viva la Vida or Death and All His Friends”. Che poi non è stata una cosa troppo razionale nemmeno questa. Ricordo infatti che ero a casa, con il mio vetusto1 genitore, trepidante d’attesa per l’uscita di questo nuovo alubum. Allora ho sentito Viva la Vida (non mi ricordo dove, so solo che c’era qualche minuto di anteprima su internet in streaming da qualche parte) e sono rimasto molto deluso. E allora stop, niente nuovo album, niente Coldplay.

Nobody said it was easy,
It’s such a shame for us to part.
Nobody said it was easy,
No-one ever said it would be this hard,
Oh take me back to the start.

Sono un po’ scemo, lo so.

I was just guessing at numbers and figures,
Pulling your puzzles apart.
Questions of science, science and progress,
Do not speak as loud as my heart.

Però boh, ultimamente li ho un pochino riscoperti (grazie C., che mi ha raccontato di essere andata ad un loro concerto all’Arena di Verona e mi ha invogliato a riascoltarli un minimo, e sono discretamente contento.


And tell me you love me, come back and haunt me,
Oh and I rush to the start.
Running in circles, chasing tails,
And coming back as we are.

Nobody said it was easy,
oh its such a shame for us to part.
Nobody said it was easy,
No-one ever said it would be so hard.

Im going back to the start.

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  1. questo aggettivo che non si addice al sostantivo “genitore” è stato appositamente scelto per il suo significato []

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Vado a momenti, si sa. E ora è il momento della colonna sonora di Arancia Meccanica. A mio avviso un vero e proprio capolavoro.

La cosa che contraddistingue le canzoni che la compongono (tranne un paio) è il fatto di essere versioni “abridged”1 ed elettroniche. Giuro che ascoltare il Ludovico Van elettronico è un emozione…inconsueta.

Però, fenomenale. Come il film.

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  1. accorciate e velocizzate []

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