Posts Tagged “università”

Oggi ero a casa di C. a darle ripetizioni di matematica (e chimica, o fisica, dipende quello di cui ha bisogno) ed era ormai mezzogiorno e mezzo.

La mia pancia brontolava decisamente ed era già da più di un’ora che le spiegavo come si fanno le operazioni con i radicali. E allora, visto che dovevo ancora spiegarle un paio di cosettine le ho proposto di darmi del cibo in cambio di una buona mezz’ora di ripetizioni.

E così è stato.

E sono fiero di me stesso, perché ho preso due piccioni con una fava: ho finito di spiegarle l’argomento e le ho fatto capire bene quello che stavamo facendo (almeno così mi è parso :P ) e non ho perso tempo per tornare in facoltà andare a pranzo ecc ecc..

Sono cagate lo so, ma non posso mettermi a raccontare dei teoremi di isomorfismo di anelli, oppure della topologia quoziente, o che ne so, della convergenza uniforme di una serie di funzioni. Ah, quasi dimenticavo i metodi iterativi per la risoluzione di sistemi lineari :P

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  • Verbalizzato il 30L in Laboratorio di Calcolo Numerico
  • Preso 26 in Meccanica del Punto materiale
  • Arrivata la Nikon D300 (alla quale monterò il 17-55 f/2.8 G IF-ED
  • Comprato Filtro Hoya HD UV 77mm Ø (aspetto che arrivi)
  • È Uscito Firefox 3.5 (ma aspetto il pacchetto per aggiornare)

Vabbé l’ultimo l’ho messo tanto per fare. Ma le altre 3 mi riempiono di gioia (cioè la 2 non tanto, ma almeno brucia poco, diciamo così)

C’est la vie

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Questo è un post per denunciare una violenza fatta sugli studenti (e in particolare oggi a noi).

Perché non si può fare un parziale (di fisica, btw) in 35 persone (3500 W di calore dissipato) in un aula con un caldo opprimente. Ma non sto dicendo per dire, è stata la volta che ho sofferto di più il caldo in tutta la mia vita. Anche i pantaloni sono da strizzare, per il sudore.

Non è salutare, non è intelligente, non è proficuo.

E se il parziale è andato pure male, Murphy, so che è colpa tua.

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Ho perso l’abitudine di scrivere, e si vede. Faccio proprio fatica a tradurre in parole le emozioni e quel che mi succede. Starò diventando vecchio?

Nah, è soltanto un momento di passaggio. Questa è la scusa principale per tutte le cose che non vanno in me, da una cifra di tempo.

Però qualche novità c’è. Ad esempio che i corsi di questo ultimo trimestre mi piacciono parecchio, anche se non si è rivelato proprio il trimeste più leggero.

  • Calcolo delle probabilità è molto carino, soprattutto gli esempi (magari ci dedicherò un paio di post, giusto così per dilettare ed erudire alcuni dei miei lettori, cioè magari giusto due, (su tre totali).
  • Laboratorio di Calcolo Numerico: È il corso che credevo fosse più tranquillo, ma si rivela potenzialmente il più incasinato. Cioè perché sono cose in cui mi sbaglio facilmente. Ad esempio per calcolare la rappresentazione fixed point secondo lo standard IEEE di un numero, bisogna fare una serie di passaggi, e mi capita quasi sempre di incasinarmi (ad esempio sbagliando un riporto in una conversione in binario) o qualcosa del genere. Sem-pre. E meno male che almeno programmando in Matlab riesco a non far fare gli errori al computer, pardon, elaboratore.
  • Fisica: Beh, fisica mi è sempre piaciuta, anche se gli integrali hanno complicato parecchio la storia, rispetto a quando la facevo al liceo. Il professore è un po’ alla ‘Tini1 (incasina un po’ le cose, non andando con un filo logico) ma niente di particolarmente inseguibile, diciamo.

Ma la novità più importante (tralasciando la mia vita privata, ché questo non è un resoconto dei fatti miei) è sul piano politico, diciamo.

Sì perché sono ufficialmente un membro del support team, anche se in realtà la mia qualifica è quella di consigliere, di Alessandro Bottoni.

Per chi non sapesse di lui rimando semplicemente nella pagina della sua candidatura: Il progetto Arancione.

Il motivo per cui ho fornito il mio supporto perché sarebbe oggettivamente fighissimo (tanto per dirla alla maniera di noi ggiovani) avere un hacktivist (qualcuno che se ne intenda parecchio di informatica e si sbatta per temi caldi a tutti noi del popolo di internet) nei posti dove conta, o perlomeno dove dovrebbe contare. Ma le parole sono inutili, quando si può accede direttamente al sito. :)

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  1. il mio professore delle superiori []

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Oggi non sapevo che fare, allora mi sono fatto venire la crisi mistica.

No, per una volta la religione non c’entra a dir la verità; è solo un modo di dire.

I miei dubbi sono essenzialmente sull’Università. In poche parole: non so che fare e non so come farlo.

Non so che fare?

Sì. Perché io non sono poi così certo della scelta che ho fatto. Non so se sono un matematico, ma soprattutto, e più in generale, non so cosa sono. So bene che un discorso del genere doveva essere fatto prima, ma mi sono preso un po’ di tempo per valutare se effettivamente i miei dubbi fossero da reputare o meno a tutti questi cambiamenti che sono successi in pochi mesi1 o se il problema fosse altro. Me lo chiedo ancora adesso.

Principalmente i dubbi mi sono venuti perché non so bene cosa potrò fare dopo la laurea in matematica, se mai la conseguirò. Non so cosa potrei fare e basta. Quando me lo chiedono rispondo sempre che andrò a “zappare la terra”. E sono sempre più convinto che farò qualcosa del genere. Fare il trader? Ok, mi farei insegnare, ma vedere qualcuno che lo fa 24/7 mi ha fatto capire che è una delle cose più logoranti che esistano. Una persona ne esce completamente consumata (nel corpo e nella mente). La tensione fa questi scherzi.

Ma ora, per tornare a me, il problema che più mi assilla è come organizzarmi per lo studio, dato che da settembre non l’ho ancora praticamente fatto, soprattutto non in modo sistematico come vorrei. E come dovrei.

Ero abituato a studiare in un certo modo (so che forse fare dei paragoni con il liceo non ha molto senso, dato che qua stiamo parlando dell’Università che con questo ha davvero poco a spartire): cioè tendenzialmente la mattina era impegnata a lezione, il pomeriggio tornavo a casa e in un paio d’ore riuscivo a prepararmi adeguatamente per il giorno successivo. Ed ero a posto.

Qua a Ferrara ci sono state diversi fattori che mi hanno un po’ “sbalestrato”:

  • Cambiare casa e abitudini in questo senso
  • L’orario delle lezioni è molto vario (il primo trimestre avevo lezione 3 pomeriggi a settimana),
  • Mi sono fatto un giro di amici in facoltà
  • A casa il luogo dove studio è quello dove c’è il PC (può sembrare una sciocchezza, ma davanti al PC sono davvero poco produttivo, dato che mi distraggo in poco tempo)

E così, un mix di questi fattori, più altri che ovviamente non ricordo in questo momento (sono famoso per dimenticarmi le cose nell’istante in cui mi potrebbero servire), mi stanno un po’ mandando in crisi. Forse dovrei fare un piano di studi, forse no. Non so bene come muovermi. Anche perché ero abituato a distinguere nettamente il tempo del cazzeggio da quello dello studio.

Prima si cazzeggiava un pochettino, fin verso le 16. Poi studio molto intenso (nel senso che non c’era niente al mondo che poteva distrarmi, o quasi) e infine di nuovo cazzeggio molto intenso (nel senso che non c’era niente al mondo o quasi che potesse farmi pensare a qualcosa inerente allo studio). E devo dire che ero molto contento di questo metodo, perché riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare senza preoccuparmi tanto. E soprattutto mi divertivo quanto volevo.

E qua, ecco, è un po’ un casino.

Questo discorso sembra tanto quello di uno che sta cercando tante, troppe, scuse (e in questo so di essere molto bravo), e già con questo pensiero e con questo riconoscimento mi sto imponendo pure la parte della vittima (poverino! non riesce a studiare!) che mi ritaglio molto spesso e altrettanto spesso non mi si addice.

La verità è che dovrei cominciare a fare qualcosa, invece di stare a pettinare le bambole. Quando lo capirò sarà troppo tardi (e Murphy mi è testimone).

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  1. tipo cambiare città, casa, giro di amicizie, staccarsi dalla famiglia e cose del genere []

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