Posts Tagged “università”

2 post in 16 giorni. È un record che mi fa abbastanza schifo.

Ma per ora prendo quello che viene. Come già detto nel post precedente, è ricominciato il trimestre da poco più di una settimana. I corsi sono davvero tosti (ho praticamente smesso di seguire Teoria dei Giochi, perlomeno lo seguo solo per il piacere di ascoltare qualcosa di interessante) e il tempo è poco. Soprattutto per come organizzo la giornata.

  • Sveglia alle 8:45 – 9:00 (Dipende se la prof. della prima ora fa o meno il quarto d’ora accademico)
  • Lezioni: dalle 9:30 – 9:45 (vedi sopra) alle 13:30
  • Pranzo con gli amici del secondo anno (solitamente si va a mangiare qualcosa al Macao, la Pucceria, oppure si piglia qualcosa alla gastronomia che consegna direttamente in Dipartimento)
  • 14:30 Back al dipartimento
  • 19:00 Torno a casa

In generale il pomeriggio lo passo in dipartimento a studiare (in questi giorni sto preparando ASD), ma a volte capita che passo le ore seguendo TdG o anche semplicemente in compagnia con gli amici matematici (davvero gente simpatica ;) )

E insomma, andare via alle 9 e tornare 10 ore dopo non lascia poi così tanto tempo per fare tutto quel che si dovrebbe fare (tipo la spesa :P ) e quando torno a casa la sera preferisco rilassarmi.

E poi non è che abbia un sacco da bloggare, ultimamente. Avrò perso la vena artistica, credo. O più probabilmente seguo blog di persone che scrivono talmente bene che non mi azzardo più a scrivere qualcosa perché so di non valere una cicca. Ecco, sarà così.

In ogni caso l’unica cosa che devo ancora riguardare completamente per l’esame di Mercoledì è il Lemma di Zorn (da cui il titolo di questo post).

Il resto più o meno l’ho guardato. Anche se ammetto che la dimostrazione che una funzione è suriettiva sse1 ammette un’inversa a destra, non è facile per niente. Cioè più che altro tocca tirare in ballo l’assioma della scelta, ed è qualcosa di cui mi piacerebbe volentieri fare a meno, ma un si pole.

Sono preoccupato solo per il fatto che il caro professore (ormai stranoto ai miei 2 lettori) richieda gli assiomi più che a memoria. Lo so che è importante sapere bene le cose, ma se gli dici che “l’insieme delle Parti di un insieme X è l’insieme che contiene tutti i sottoinsiemi di X” o “Per ogni insieme X esiste un insieme i cui elementi sono esattamente i sottoinsiemi di X”, non è che cambi poi molto, almeno per me che di algebra so ancora pochino. Ieri ne ha cacciate via un paio dicendo che queste cose vanno sapute bene.

Mah.

Intanto io so già che col Lemma di Zorn riuscirò a dimostrare di non esistere. Sono fiducioso.

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  1. sse = “se e solo se” []

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Prendo spunto da uno dei libri di Pennac (che prima o poi leggerò, dato che ho iniziato con “Il Paradiso degli Orchi” che mi ha regalato L. per il mio scorso compleanno, e ho proseguito con “La Fata Carabina” e “La Prosivendola” solo recentemente, e devo iniziare “Signor Malaussène”) per raccontare di un po’ di cose che sono successe ultimamente.

Innanzitutto posto poco perché è un periodaccio, nel senso che con l’università sono abbastanza oberato (incredibile, non ho un parziale nei prossimi 2 giorni! sensazionale!), tant’è che i miei prossimi appuntamenti saranno lo scritto di Geometria 1 di venerdì 12 e il corrispondente orale di lunedì 15 (spero) o martedì 16 (spero di no!). Praticamente in queste ultime due settimane a casa (e a questo pc) sto veramente poco: in generale vado la mattina alle 10 in facoltà e torno la sera verso quest’ora. Non è che studio tutto il giorno, ma perlomeno sto con gli amici /compagni di corso / ragazzi del secondo anno e mentre si studia si socializza anche un po’.

Ho ricominciato a giocare abbastanza massivamente a scacchi, anche se questo non c’entra un fico secco e soprattutto non interessa a nessuno tranne che ai miei sfidanti che avranno sicuramente vittoria facile (sono capace di perdere davvero con tutti).

I miei risultati sono i seguenti:

  • Analisi 1:
    • Primo parziale: 26
    • Secondo parziale: 26
    • Scritto: N/A (non lo do perché non voglio peggiorare il 26 anche se ciò implicherà che non riesco ad arrivare a più di 28, in soldoni)
    • Voto di ammissione all’orale: 26
  • Geometria 1:
    • Primo parziale: 22
    • Secondo parziale: 13 (è una storia lunga, ma sono tutto sommato soddisfatto perché siamo stati in 10 ad avere preso più di 10)
    • Scritto: TBD
    • Voto di ammissione all’orale: Dipende dallo scritto
  • Algoritmi e Strutture di dati
    • Primo Parziale: 30
    • Secondo Parziale: 22
    • Terzo parziale: 26
    • Voto di ammissione all’orale: 28 (Se riesco a prendere almeno 28 punti avrò il primo 30 e Lode, anche se la vedo dura impararsi a memoria tutta la teoria ZFC)

E questo è quanto per tutto ciò che concerne l’università.

Poche altre novità, dato che questo è praticamente tutto ciò che faccio in sti tempi.

Ah sono molto fiero del mio record, dato che riesco a scrivere 87 parole al minuto con questa tastiera. Fulmine? No fulminato (evviva le battute tristi)

Ed ecco così che si conclude questo resoconto che sa tanto da relazione delle elementari, ma non ho davvero voglia di fare qualcosa di creativo/interessante/blabla. Che stasera si esce a festeggiare il 30 e Lode degli amici del secondo anno in Geometria 3 (non male le varietà topologiche!)

Salumi e baci.

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Ci sono certi professori che spiegano bene. Altri no.

Ci sono certi professori che spiegano tutto quanto, per filo e per segno, arrivando fino al punto di essere noiosi. E altri no.

C’è chi detta spudoratamente e quando gli chiedi di spiegarti un esercizio non lo fa. Ti può spiegare la modalità in cui puoi provare a risolvere l’esercizio, ma l’esercizio non ti fa vedere come si fa. È un esercizio.

E c’è la seguente sequela di mail (in grassetto le risposte del prof)

  • Buongiorno prof,
    mi dispiace disturbarla ancora una volta, ma ho una piccola domanda da farle:
    Nell’esercizio 27 è presente A \setminus ( B \setminus C)1
    Quindi quando dico x \in A \setminus (B \setminus C) implica che x \in A e x \not\in B \setminus C
    Ecco, il problema è questo. non riesco a capire bene cosa implica x \not\in B \setminus C. Mi verrebbe da dire nel seguente modo:
    Se x \in B, allora x \in C.
    Se x \not\in B, x \in C o x \in A
    È giusto questo ragionamento? È più che altro un dubbio logico, in quanto non capisco cosa significa la negazione di B \setminus C
  • Es. 27: Non vedo il problema. Provi a fare una figura
    con tre insiemi A, B, C.
  • La figura l’ho disegnata e ho capito cosa intende l’esercizio, però non so bene come formalizzare: x \notin (B \setminus C), ovvero come riscriverlo in altre parole.
  • Non e’ difficile.

E meno male che il professore dovrebbe spiegare. Meno male. Sono allibito, basito, sconcertato, imbarazzato (per lui). Ecchecazz.

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  1. d’ora in poi notazioni come \in \setminus e cose del genere sono riferiti ai simboli di LaTeX []

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Ok, sono arrivato a casa, sano e salvo, e penso sia il caso di fare una sorta di bilancio di questa prima settimana di università. Sarò breve perché ho notato che la mia ampollosità è direttamente proporzionale alla complessità del periodare e quindi anche alla lunghezza (anche se la mia nascente anima matematica dice che queste affermazioni dovrebbero essere basate su assiomi e teoremi, piuttosto che “a sentimento”, ma tant’è)

Dunque, vediamo..

Come già avevo preannunciato nel post dove descrivevo il primo giorno, (durante il quale peraltro sono sorte più novità che nel resto della settimana) il quarto d’ora accademico è la vera incognita dell’università. Per quanto riguarda gli argomenti affrontati, almeno per questa prima settimana, mi sorge un dubbio. Sono tornato alle medie o ai primi anni delle superiori?

Scherzi a parte, dato che è normale cominciare con le basi (insiemi e cose del genere) si vede già che l’approccio è totalmente diverso. Devo dire che il mio professore di Geometria I, Philippe Ellia, rappresenta, almeno a primo acchito, tutto ciò che dovrebbe essere un professore.

  • Giusto: mi duole ammetterlo ma fa bene a fare i compitini “a sorpresa” il venerdì. Diciamo che è un metodo che sarebbe superfluo se fossimo tutti studenti modello e pertanto sempre preparati, ma di sicuro questo fatto ci incentiva a sapere bene le cose. (Sta di fatto che l’unico professore che faceva così è quello che ho stimato di più: Mr. T)
  • Chiaro: grazie a lui abbiamo capito cose che il caro professore di Algoritmi e Strutture di Dati (di cui parlerò) detta senza farci capire.
  • Simpatico: ogni tanto fa pure qualche battuta, che male non è (ok non fa ridere come quello di ASD (sì, lo so che è un emoticon, ma il prof chiama così il corso di “Algoritmi ecc ecc”)
  • Divulgativo: perché ci ha parlato dell’”ultimo teorema di Fermat”, dell’”ipotesi di Riemann” e di tante altre cose, che è ciò di cui ho una sete incredibile or ora

Invece gli altri professori sono un po’ più particolari, ma c’è tempo per parlarne ancora.

Il dipartimento era semi-deserto perché quelli di economia iniziano questo lunedì, e quindi da dopodomani cominceremo a guardarli in cagnesco, perché come mi è già stato annunciato, a Ferrara la facoltà di Economia è un po’ il rifugium peccatorium. Suppongo che anche loro guarderanno con disprezzo la nostra secchionaggione.

Vabbé, ho anche avuto modo di conoscere i miei compagni di corso. Sembrano tutti simpatici, brave persone, ovviamente ognuno con una personalità ben sfaccettata. Più ragazze che ragazzi è stato ciò che ho avuto modo di appurare da un punto di vista meramente numerico. Il resto si vedrà.

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Come potrete ben immaginare, il primo giorno è stato molto stancante e quindi sarò molto rapido nel descrivere com’è andata.

Ho scoperto il quarto d’ora accademico: per ogni ora ci sono 15 minuti di pausa. Se l’ora dovrebbe iniziare alle 8.30, stai sicuro che prima delle 8.45 non arriva il professore. In pratica i nostri pacchetti di due ore diventano una e mezza.

La frequenza è obbligatoria solo in facciata, in realtà nessuno fa appello e a nessuno interessa se ci vai o meno. Sono ‘zzi tuoi.

Siamo in 30 in classe, un sacco di romagnoli alla conquista dell’emiliana Ferrara

Algoritmi e strutture di dati è qualcosa di assolutamente strano. Innanzitutto il professore è arrivato dandoci una scheda con questo programma, senza che la maggior parte della classe capisse qualcosa. Ha poi iniziato a spiegarci questo programma in Python, con ancora il 99% della classe che non capiva una benemerita. Io sono riuscito a comprendere tutto, ma ha usato concetti non facili e soprattutto cose che ho imparato usando Linux, cosa che nessun altro fa.

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